Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dal Ministero della Difesa un tavolo tecnico sull’uranio impoverito

redazione

“So che in questi anni ci sono state tante discussioni e tante speranze disattese da parte delle persone coinvolte, alle quali esprimo la mia vicinanza, quella della Difesa e di tutto lo Stato, che ora è vicino ai militari colpiti. Per questo motivo ho voluto accelerare l’avvio di questo tavolo tecnico che ha proprio l’obiettivo di arrivare ai fatti e giungere ad una soluzione equa che ci consenta di ridurre, drasticamente, qualsiasi livello di discrezionalità e soggettività”. Lo dice all’Adnkronos il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, spiegando lo scopo del tavolo tecnico istituito sul tema dell’uranio impoverito. “In questo senso, come ho già più volte ribadito, il mio principale desiderio è che il nostro personale non debba essere più costretto a fare causa all’amministrazione Difesa per avere giustizia”, aggiunge Trenta. Il tavolo tecnico sull’uranio impoverito, spiega, partirà “dalle risultanze finali della Commissione Scanu, ovvero la commissione parlamentare di inchiesta che nella scorsa legislatura ha lavorato ottimamente. Proseguiremo dunque in tale direzione, seguendo la strada tracciata, con l’unico obiettivo di porre la persona al centro di ogni nostro sforzo”. “Il tavolo è partito e sono molto soddisfatta – sottolinea all’Adnkronos – Per essere puntuali, quello di oggi è stato un primo incontro di esclusiva natura programmatica in quanto volto alla individuazione dei diversi partecipanti che, dietro mia indicazione, andranno a comporre proprio il tavolo, nonché alla determinazione degli obiettivi da perseguire. Coinvolgerò tutti gli interlocutori interessati sia a livello istituzionale che sociale e tutti coloro che fino ad oggi si sono occupati non solo del tema dell’uranio impoverito ma, più in generale, dell’esposizione a particolari fattori di rischio ambientale durante il servizio”.