Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dal cuore dell’Africa per amare la lavanda.

di Lorenzo Peluso.

L’uomo per sua natura ha bisogno di sentirsi utile nella società in cui vive. Non c’è colore della pelle, ne razza ne religione. Sentirsi utile è solo la necessità che ogni essere umano sente per affermare, inevitabilmente la sua presenza ed un suo ruolo nella comunità in cui vive. Ecco perché l’iniziativa promossa dall’assessorato alle politiche sociali del Comune di Sanza, piccolo borgo del Cilento, assume, in tale contesto, una valenza straordinaria. Decine di giovani immigrati, dei due centri di accoglienza e permanenza presenti a Sanza, sono stati coinvolti nel progetto di riqualificazione paesaggistica del Comune. Senza alcuna paura di sporcarsi le mani, ma con il sorriso e l’allegria, consapevoli di un riconoscimento sociale, di buon grado hanno accettato di partecipare alle attività di abbellimento del paese con la piantumazione di centinaia di piantine di lavanda, fiore simbolo per la comunità di Sanza. “Questo è anche il mio paese, è il luogo che mi ha accolto e dunque è anche casa mia”. Ibra, è un ragazzone, indossa la maglietta della nazionale di calcio italiana. Ha gli occhi lucidi ed è commosso. Finalmente ha l’occasione di dimostrare gratitudine ed impegno per la comunità che lo ha accolto da circa due anni. Un modo anche questo, forse, per poter superare e magari dimenticare le atrocità della guerra che insiste nel suo Paese, il dramma dei naufragi nel mediterraneo. La traversata, i maltrattamenti ricevuti in Libia. La sete del deserto. La famiglia che non c’è più, nel cuore dell’Africa sub sahariana.  Piazza Falcone, nel cuore del paese, ora è più bella; lo sarà ancor di più tra qualche settimana quando la lavanda ed i garofanini di montagna, saranno nel pieno della fioritura. Ma questo è solo l’inizio. La visione che ha di questa iniziativa, l’assessore alle politiche sociali, Marianna Citera, infatti, è molto più articolata ed impegnativa. Nei prossimi giorni alcune aree verdi del comune, saranno affidate in modo permanente a questi ragazzi per la cura e la manutenzione del verde. Pianteranno e cureranno altri fiori, altre essenze. Cureranno il manto erboso dello stadio comunale; si prenderanno cura di aiuole e giardini. E’ una comunità ricca di spunti quella di Sanza, da circa dieci anni accoglie questi giovani curati dalla Caritas diocesana, e lo fa in modo silenzioso, in punta di piedi, senza ostentare. Il bello, i fiori, i colori, il profumo, sono l’essenza dell’accoglienza, non solo ai turisti che troveranno un paese più accogliente, ma anche a coloro che finalmente posso sentirsi parte integrante di una comunità. E’ questa forse la risposta agli integralismi? E’ questa probabilmente la risposta al razzismo. Intanto, rimane la sostanza. Un esempio concreto di come tutto può cambiare, semplicemente dando l’occasione e l’opportunità di sentirsi parte integrante di una grande famiglia.