Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Da oggi nello spazio opinione una serie di articoli a firma dei nostri nuovi e giovani collaboratori dell’Istituto "Pomponio Leto" di Teggiano (SA).

Gli studenti del “Pomponio Leto”, redazione progetto scolastico “I mezzi di comunicazione tra abuso mediatico e uso consapevole”.

Ecco il primo articolo, basato sull’approfondimento di un tema molto attuale e che vede direttamente coinvolti molti studenti del prestigioso Istituto teggianese.
"Che fatica andare a scuola". Il lungo viaggio degli studenti sulla SS 166.
 
Il 19 Settembre scorso si è verificata una frana sulla statale 166 degli Alburni provocata dalle piogge dei giorni precedenti, ma, a monte, da un incendio avvenuto ad Agosto, causando forti disagi a tutta la popolazione del Cilento. La zona era già stata classificata ad alto rischio idrogeologico, eppure, l’Assessore Regionale Edoardo Cosenza dichiarò in un primo momento che non era necessario nessun intervento di messa in sicurezza. La SS 166 degli Alburni, che collegava il Cilento al Vallo di Diano, è stata poi chiusa a causa dei detriti e dei massi caduti sulla carreggiata. Durante la frana, infatti, il materiale roccioso  è caduto sull’automobile di un giovane che fortunatamente non ha subito lesioni. A causa della frana, purtroppo, ci sono stati dei forti disagi anche per i veicoli che tutti i giorni attraversano la SS 166. A farne le spese siamo anche noi studenti che siamo costretti a percorrere una strada molto più lunga per arrivare a scuola e che quotidianamente dobbiamo alzarci molto presto, spesso alle sei del mattino o anche prima, per riuscire a tornare a casa solo nel pomeriggio, alle 16,00, per poi metterci subito a studiare senza neanche un attimo di riposo, dimostrando la nostra forza di volontà e il nostro attaccamento per la scuola. Non possiamo subire queste ingiustizie soltanto perché al vertice ci sono persone che non si curano dei pericoli a cui la popolazione tutta va incontro. E’ meglio prevenire piuttosto che curare! La maggior parte del nostro territorio è soggetto a dissesto idrogeologico; essendo un periodo di crisi, perché non si preferisce investire nella manutenzione preventiva, utilizzando il denaro risparmiato nell’assunzione di manodopera specializzata? E’ un diritto di tutti i cittadini vivere in ambienti sicuri e non rischiare la vita percorrendo strade definite “della morte”.