Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Cultura e politica a Sanza con Carmine Pinto

di Antonella D'alto

Sanza (SA) – Una gran bella serata di cultura e di politica, in piazzetta San Martino Sanza con “la guerra per il Mezzogiorno” di Carmine Pinto, professore ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno. Una discussione articolata sugli accadimenti e le contrapposizioni tra italiani, borbonici e briganti nel periodo 1860-1870. Un appuntamento culturale di grande valenza che ha visto il prof. Carmine Pinto dialogare con il pubblico presente  fornendo una risposta al fenomeno del brigantaggio, eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o sfida allo Stato di bande criminali.  “Il brigantaggio era un fenomeno plurisecolare. Il banditismo rurale era del resto largamente diffuso in tutte le società europee e non, fino all’Antico regime, per molti aspetti ancora durante il XX secolo inoltrato. Nel Mezzogiorno italiano il brigantaggio era sempre esistito in questa forma, assumendo colori e bandiere politiche nelle grandi fratture della storia del regno (come alla fine del Cinquecento o alla metà del Seicento). Nel mondo feudale il banditismo era spesso attore delle lotte tra fazioni e gruppi territoriali. Pertanto, quando negli anni Novanta del Settecento le conseguenze della guerra e della rivoluzione in Francia e in Europa coinvolsero il regno di Napoli, il banditismo diventò ancora una volta un soggetto politico. Il brigantaggio (la definizione si affermò in quell’epoca) fu uno degli strumenti operativi della controrivoluzione borbonica, all’interno di un contesto di relazioni e mentalità ancorate all’Antico regime. Come brigantaggio politico fu utilizzato affiancando l’esercito controrivoluzionario del cardinale Ruffo nel 1799, poi come forza irregolare nel Decennio francese. Nell’immaginario legittimista diventerà una componente del patriottismo borbonico. Nei decenni successivi, mentre molti capi di formazioni del Decennio entravano nell’establishment borbonico, il fenomeno recuperò le dimensioni tradizionali di banditismo rurale. Pertanto, quando guerra e rivoluzione travolsero ancora una volta il regno nel 1860, il brigantaggio politico diventò una delle opzioni per la resistenza borbonica al nuovo stato italiano. In conclusione, rispetto alla domanda, il brigantaggio non fu né una cosa, né l’altra. Fu una delle espressioni politiche, sociali e criminali della crisi dell’unificazione nel Mezzogiorno, condizionato da eredità e tradizioni di lungo periodo” afferma il prof. Pinto. L’appuntamento di ieri sera in piazzetta San Martino con musiche e giochi di luce curate dal maestro Pino Pinto, ha registrato gli interventi di Marianna Citera, Assessore alle politiche sociali del Comune di Sanza; di Felice Fusco, storico e scrittore; di Geppino D’Amico, giornalista e scrittore; di Vittorio Esposito, Sindaco di Sanza (SA). A modera l’incontro il giornalista Lorenzo Peluso, direttore di quasimezzogiorno.it. Librando è un esperimento sociale, caratterizzato dalla lettura collettiva, promosso dall’Amministrazione comunale di Sanza, Assessorato alle politiche sociali. Librando è parte del progetto Meeting del Cervati 2019, realizzato con il contributo della Regione Campania POC