Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Cronaca di un viaggio in una terra meravigliosa. l’Ungheria.

da Mezohegyes, Lorenzo Peluso.

Mezohegyes – un luogo straordinario, pieno di storia e di tradizioni, in un contesto d’altri tempi, ha ospitato per cinque giorni una delegazione italiana composta dal sindaco di Sanza, Antonio Peluso, dagli assessori Toni Lettieri ed Antonio Sasso, accompagnati dalla dottoressa Eleonora Nekam nelle vesti di interprete.
Una visita istituzionale su preciso invito del sindaco della città di Mezohegyes, la signora Kovàcsnè Faltin Erzsèbet, per stabilire le basi di un patto di amicizia tra le due comunità. Mezohegyes, una cittadina di circa seimila abitanti a sud della “Grande pianura Meridionale” è un centro agricolo d’eccellenza mondiale dove le grandi multinazionali cerealicole si approvvigionano di frumento e mais con sconfinate coltivazioni di cultivar ibridi  che finiscono sui mercati mondiali. Una realtà agricola straordinaria favorita da un clima mediterraneo, dalla vastità e la fertilità dei terreni. La cosa che colpisce di più però, è la semplicità e la dolcezza di un popolo dignitoso che, se pur in una condizione economica molto al disotto della media europea, conserva gelosamente alcuni valori che nel resto d’Europa sono a dir poco rari.  È innegabile che l’influsso lasciato dall’impero Austriaco, quindi da Francesco Giuseppe e dalla mai dimenticata Principessa Sissy, che proprio qui veniva a cavalcare gli splendidi esemplari della razza Nonius, ancora allevati gelosamente in una magnifica tenuta, hanno contribuito e non poco a radicalizzare l’orgoglio e la signorilità di questo popolo. Segni tangibili si scorgono ovunque; tutto o quasi, sembra parlare di quei tempi andati. Dal confortevole hotel Nonius, ricavato nel maniero che ospitava Sissy, e dove si conserva gelosamente ancora la sua camera da letto, resa disponibile agli ospiti che vi voglio alloggiare, alle scuderie imperiali, al bellissimo Casinò e la sala da ballo, all’interno dell’Hotel Centrale, con le sue scalinate di marmo, i lampadari di ferro battuto e gli arredi in massiccio legno di quercia;  tutto traspira di storia e di cultura d’altri tempi. Al viaggiatore europeo si mostrano i bellissimi parchi urbani, curati con maniacale dedizione, dove il verde di secolari platani e querce fanno ombra a viali infiorati che rilassano e rasserenano l’ospite. Ed è qui che inizia il viaggio nelle contraddizioni che a questo punto rende lo stupore del viaggiatore in sconcerto. Ebbene si perché a tutto questo si contrappone l’evidente scollamento economico con il resto d’Europa. Tanti gli inequivocabili segnali dell’enorme divario economico in cui vive la popolazione ungherese. Da un lato i prezzi europei, ad esempio del carburante, giusto uguale a quello italiano; dall’altro lo stipendio medio della classe operaia che non supera i 400,00 euro mensili. Ed ecco che quindi si percepisce con evidenza le difficoltà di un popolo che fa fatica a sentirsi europeo. La moneta corrente è il fiorino ungherese, circa 300 per un euro; la moneta europea, infatti non ha ancora sostituito la moneta nazionale, anche se viene accettata volentieri. Proprio il costo della manodopera è al centro dell’interesse di tante aziende, soprattutto italiane, che stanno delocalizzando le proprie attività in quest’area. L’affitto medio annuo di un ettaro di terreno, fertilissimo, non supera i 150,00 euro. Si parla di affitto perché lo stato ungherese non consente l’acquisto dei terreni agli stranieri. Una sorta di difesa ad oltranza ad un nazionalismo che fa fatica a resistere. Questa l’unica arma che si riesce a contrapporre al crescente interesse di un nuovo latifondismo che guarda con ambizione ad una sorta di nuovo colonialismo. La stagione delle privatizzazioni ha interessato anche questa parte del vecchio continente. Da circa dieci anni infatti, lo Stato ungherese, di gran lunga il maggiore proprietario terriero, attraverso l’individuazioni di grandi gruppi economici, solo in apparenza nazionali, ma che in verità celano grandi interessi di multinazionali americane ed europee, concede in gestione le grandi distese di seminativi e persino l’allevamento del vanto nazionale: il magnifico cavallo da troppo, la purissima razza Nonius. Ne consegue che la popolazione locale vive di un bracciantato agricolo impegnato nella lavorazione dei campi. Non vi è disoccupazione ma un tenore di vita molto basso. Vi si contrappone l’esemplare presenza di servizi essenziali di qualità. È il caso ad esempio delle scuole. Un sistema didattico di qualità con infrastrutture di primordine sviluppano la vera forza di questo popolo: i giovani. Tutti di elevata cultura, tutti con almeno una seconda lingua, l’inglese, tutti impegnati nello sport. Un futuro ben tracciato su cui lo stato ungherese sta investendo, al contrario probabilmente di ciò che accade in Italia, ad esempio. Ed è così che ci si ritrova di fronte ad una giovanissima dirigente scolastica, appena trentacinque anni, la dottoressa Antalné Erdelyi Dòra, che guida l’insieme delle scuole primaria, secondaria e secondaria di secondo grado. Una gran bella persona che nella consapevolezza del vero futuro del popolo ungherese spinge per l’apprendimento da parte dei propri ragazzi ad esempio dell’informatica. Proprio in occasione della visita della delegazione italiana  infatti è stata inaugurata una nuova sala multimediale con decine di postazioni internet a disposizione, gratuita, tanto degli studenti che della popolazione locale, inserita in un ambiente moderno e confortevole proprio all’interno dell’edificio scolastico. Un piccolo esempio che però la dice lunga sulla visione e sulla lungimiranza dell’operato a favore della cultura e della crescita sociale. Insomma una gran bella realtà che merita di essere conosciuta e scoperta. Infine non si può non tirare un sommario bilancio delle iniziative intraprese dalla delegazione italiana e degli accordi posti in essere. Innanzitutto la possibilità di effettuare uno stage formativo per studenti italiani in discipline agrarie e veterinarie presso la scuderia “Nonius”. Il Sindaco Antonio Peluso ha infatti formalizzato l’intesa, che sarà approfondita nei dettagli nelle prossime settimane, in un incontro con il dirigente dell’azienda statale che cura l’allevamento dei cavalli Nonius e la gestione di una azienda agricola di oltre 15.000 ettari, un’intesa che consentirà la permanenza di studenti universitari del piccolo centro cilentano, presso Mezohegyes per almeno un mese al fine di approfondire tecniche culturali e dell’allevamento adottate in loco. Un’iniziativa che potrebbe coinvolgere molti giovani universitari consentendo di accrescere notevolmente il proprio bagaglio curriculare. Infine la riconferma dell’impegno a stabilire un patto di amicizia tra l’amministrazione di Sanza e la municipalità di Mezohegyes che sarà ospite, in data da definirsi, a Sanza per continuare la conoscenza e consolidare la nuova amicizia. Ritorneremo a parlare di questa bella esperienza in prossimi articoli dove approfondiremo altri aspetti che sono emersi in questo bel viaggio in Ungheria.