Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Cronaca – Blitz antidroga nel Potentino, arrestate 16 persone

redazione

In  seguito  alle indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Potenza e condotte da personale della Polizia e della Guardia di Finanza, questa mattina è stata data esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 16 misure cautelari personali nelle province di Potenza, Matera, Foggia e Milano nell’ambito di un’operazione antidroga nella provincia di Potenza. L’ordinanza cautelare rappresenta l’epilogo di una complessa attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile (Sezione Antidroga) della Questura di Potenza e dal GICO (Sezione GOA) della Guardia di Finanza di Potenza.  L’avvio dell’indagine si deve ad alcune risultanze investigative evidenziatesi nel corso di altre e precedenti attività svolte sul fronte del contrasto agli stupefacenti, risalenti al 2012 e che davano ragione di ritenere, in particolare, come alcuni soggetti allora indagati fossero ad un livello delinquenziale superiore rispetto ad altri e fossero associati nel commettere delitti della stessa specie, sia per la frenetica attività di spaccio, sia per i personaggi a cui facevano capo.  Si è aperto così uno scenario molto ampio, costituito da ramificati traffici di sostanze stupefacenti riconducibili a due gruppi criminali operanti a Potenza e Cerignola (Fg), uniti da intrecciati meccanismi di fornitura e di approvvigionamento.  I destinatari della misura cautelare in carcere sono  Santarsiero Rocco, 34 anni, potentino, Cioffredi Claudio, 33 anni, che attualmente vive a Milano, Sciusco Giovanni, 50 anni, Tarantino Roberto, 37 anni e Cassano Raffaele, 43 anni, tutti di  Cerignola.  Santarsiero e Cioffredi sembrerebbero essere, da una prima ricostruzione, i due fondatori dell’organizzazione. A gravare sul conto di  Santarsiero, le dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia. Ai domiciliari sono finiti  Sambataro Alessandro 33 anni, Nucito Mirco, 29 anni, Cerverizzo Giovanni Antonio,  30 anni, Caporaso Daniele, 42 anni, D’Aversa Antonio, 49 anni e Barile Lucia 30 anni, che attualmente risiedono a Potenza. L’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stato disposto per Barbetta Teodoro Gabriele, 40 anni, di Melfi, Bochicchio Maurizio, 27 anni, di Avigliano, Ciciriello Pasquale Antonio, 29 anni, di Potenza, Salvia Laviero, 37 anni, di Tito, e Doria Oreste, 37 anni, di Picerno. Gli indagati principali in effetti dimostrato di essere pienamente consapevoli di operare nell’ambito di un’unica associazione, contribuendo in modo durevole e costante al suo mantenimento, ovvero al raggiungimento del fine comune: mantenere in vita la linea di smercio, attraverso la regolare cadenza degli acquisti di stupefacente da parte del gruppo di potentini, così traendone “tutti” il massimo del profitto. Le numerose conversazioni captate hanno confermato l’esistenza del comune patto associativo e la cointeressenza nella gestione del traffico illecito di stupefacenti.  Le  ipotesi di reato contestate risultano in totale 349, per altrettanti episodi di vendita, acquisto, cessione di droghe, a cui si aggiungono soltanto pochi episodi legati ad estorsioni finalizzate al recupero dei crediti ed armi. Gli indagati  risultano essere in totale  54. La base operativa nella quale gli odierni destinatari di misura s’incontravano per discutere e preparare la commissione dei vari reati aveva sede a Potenza. L’intero gruppo poggiava su un sistema ben congegnato di controllo del territorio. Così nella programmazione dei viaggi verso Cerignola, oltre che porre particolare attenzione e cautela nell’uso e scelta del mezzo di trasporto da impiegare, privilegiando autovetture di soggetti non associati per non destare l’attenzione delle forze di polizia, e ricorrendo pure ad un sistema di staffetta e si  organizzava un adeguato servizio di “vedette” in occasione del rientro a Potenza, per segnalare subito l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Numerosi   viaggi   anche verso la Campania,  effettuati principalmente dai capi dell’associazione, che si recavano, nel  Rione Traiano di Napoli, quartiere Soccavo, per incontrarsi con alcuni membri di una nota famiglia locale. Nel corso dell’attività sono stati individuati più di centottanta acquirenti, una buona parte dei quali ha riferito in ordine ad altri numerosi episodi di cessione che hanno così ulteriormente alimentato le ipotesi contestate.