Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Crisi – PIL a -0,1%, è recessione tecnica

redazione

La variazione del Pil relativa al quarto trimestre – nel confronto col terzo – è stata rettificata al rialzo, rispetto alla stima flash di fine gennaio, da -0,2 a -0,1%. Lo segnala l’Istat nella sua nota sui ‘Conti economici trimestrali’. Il dato rimane comunque negativo, come quello del trimestre precedente, confermando quindi come l’Italia si trovi in recessione tecnica.  “Questo è un motivo per cui stiamo dicendo da tempo che attivando i cantieri con risorse già stanziate, significa non fare ricorso al deficit, quindi non incrementare il debito pubblico e creare un provvedimento cosiddetto anticiclico, senza inficiare su altre risorse”. Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, riferendosi alle stime Istat che confermano la recessione tecnica. “Questo è determinante – ha aggiunto parlando di apertura dei cantieri – il punto di caduta adesso è in quanto tempo lo si fa. Se si riesce a fare quanto prima evidentemente il rallentamento dell’economia globale, che sta arrivando anche in Italia, può essere compensato da questi elementi”. “Diventa – ha concluso – un elemento di priorità nazionale e in questo anche la Tav Lione-Torino può fare chiaramente la sua parte, ma è solo una delle tante opere che dobbiamo attivare”.

“Oggi l’ISTAT ha confermato che l’Italia e’ entrata in recessione tecnica nel quarto trimestre del 2018, essendo il Pil calato del -0,1% rispetto al trimestre precedente. L’istituto di ricerca ha rivisto al rialzo di un decimale il dato congiunturale ma al ribasso quello tendenziale, a 0,0%, dal precedente +0,1%. Il 2019 parte cosi’ con una pesante variazione acquisita, quella che si registrerebbe in caso di variazione nulla per tutti i trimestri, del -0,1%. E cosi’, l’Italia ha registrato un andamento del Pil peggiore rispetto a quello di altri paesi come gli Stati Uniti, dove e’ aumentato in termini congiunturali del +0,6%, la Germania, dove e’ rimasto invariato e la Francia, dove e’ aumentato del +0,3%. In termini tendenziali, negli Stati Uniti il Pil e’ aumentato del +3,1%, in Germania del +0,6% e in Francia del +0,9%. Nell’area euro e’, invece, aumentato del +0,2% su base trimestrale e del +1,2% rispetto allo stesso trimestre del 2017. Dal punto di vista internazionale, l’Italia si conferma quindi in ultima posizione nella classifica della crescita. Un risultato disonorevole per il nostro Paese, che ormai e’ abituato ad essere sempre l’ultima ruota del carro”. Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica