Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Crisi – Per 3 italiani su 10 la mancanza di lavoro è il problema più grave

redazione

In dieci anni sono andati in fumo 20mila euro di ricchezza pro capite. Tra il 2007 e il 2018 i consumi si sono ridotti di mille euro a testa, il reddito disponibile di quasi duemila euro e la ricchezza finanziaria di 9mila euro. La ricchezza immobiliare è diminuita di più di 11mila euro a persona. E’ il quadro che emerge dall’Outlook Italia 2018 a cura di Confcommercio e Censis. La fiducia delle famiglie, negli ultimi due anni, è risultata stazionaria o in moderato calo, e questo “non è un buon viatico per il consolidamento della ripresa che mostra segnali di debolezza”, ha spiegato il responsabile dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella. Dal 2013 al marzo del 2018 è aumentata la quota delle famiglie che ha visto diminuire la propria capacità di spesa soprattutto a causa dell’incidenza delle spese obbligate (affitti, bollette etc.) e dell’incertezza sul futuro che ha indotto molti a mettere da parte i soldi per eventuali imprevisti. Tra i più gravi problemi del Paese, quasi 3 italiani su 10 (il 29,1%) indicano la mancanza di lavoro, seguita dall’evasione fiscale (16,2%) e dall’eccessivo prelievo fiscale (13,3%). Povertà e immigrazione si collocano, invece, in fondo alla lista delle criticità. Quanto al carico fiscale, la metà degli italiani ritiene più urgente evitare l’aumento dell’Iva (55,7% donne e 48,2% uomini), e poi ridurre l’Irpef e le tasse sulla casa. Le maggiori ingiustizie sociali si verificano, per il 37% degli italiani, nell’accesso ad un buon lavoro garantito oggi “solo a chi è in possesso delle conoscenze giuste”. Il 24,8% indica, invece, l’accesso ai servizi pubblici, dalla sanità all’istruzione, che “sono di buona qualità in alcune aree del Paese e pessime in altre”. Il 16,1%, infine, punta il dito contro l’accesso al reddito giudicandolo “molto alto per pochi privilegiati e sotto il livello di sopravvivenza per troppe persone”.