Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Coronavirus – Aiuti dalla Turchia per Italia e Spagna

redazione

Aerei militari turchi con a bordo forniture mediche sono partiti da Ankara stamattina diretti in Italia e in Spagna, i due Paesi europei più colpiti dall’epidemia di coronavirus. “Sono state inviate in Spagna e Italia su aerei A-400M delle Forze armate turche forniture mediche preparate per combattere insieme il COVID-19 e con la speranza di vedere giorni più luminosi”, si legge nella nota del ministero della Difesa che parla di maschere per la protezione del volto e degli occhi, fluidi antibatterici, prodotti da aziende turche. “Dietro ai momenti privi di speranza ci sono tante speranze, dietro al buio ci sono tanti soli”, si legge sugli scatoloni in una frase tratta dagli scritti del mistico Mevlana Jalaluddin Rumi e tradotta in italiano e spagnolo. Anche la Nato, che sta trasmettendo la richiesta di assistenza internazionale inoltrata dal ministero italiano dell’Interno al Centro euro-atlantico per il coordinamento della risposta alle emergenze (EADRCC): una lunga lista di strumenti medici, attrezzature per la protezione di medici, forze di sicurezza e popolazione civile. E mentre il virus seguita a stracciare via via ogni confine, accomunando il mondo intero nel dramma e nel bisogno di aiuto, la Commissione Europea ha pubblicato un documento per dimostrare che, sia pure in ritardo, la «mano tesa» ai vicini esiste. Anche se è ormai una mano da tendere in tante direzioni, e sempre più mani si tendono in cerca di aiuto: verrà il momento in cui sarà l’Italia a dare aiuto agli altri. Nel mentre la Francia, ricorda il documento della Commissione Ue, ha donato all’Italia un milione di mascherine e 20mila camici protettivi; dalla Germania è in arrivo un milione di mascherine, 300 respiratori sono già stati consegnati. Mentre diversi Länder tedeschi (Sassonia, Brandeburgo, Baviera, Assia, Nordreno-Westfalia e Bassa Sassonia, oltre alla città di Berlino) hanno accolto attraverso voli militari pazienti gravi dall’Italia (il ministero degli Esteri tedesco ne conferma 73, in terapia intensiva) e dalla Francia. Aiuti reciproci incrociati (posti in ospedale e forniture di materiale protettivo) vengono scambiati tra il Sud Tirolo e il Tirolo austriaco. «La solidarietà non si ferma alle porte della città – diceva nei giorni scorsi Michael Müller, sindaco di Berlino – vogliamo dare aiuto accettando pazienti dall’Italia».