Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Cooperazione – La conferenza nazionale a Roma, tra novita’ e futuro.

redazione

Chi dice cooperazione dice solidarietà, aiuto, sostegno. Ma dice anche sviluppo, impresa, economia, sfide. E dice soprattutto politica quando politica significa fare e fare bene. E proprio la cooperazione è al centro di una due giorni che ha preso il via il 24 gennaio a Roma all’ Auditorium Parco della Musica, nella Sala Santa Cecilia, dove mercoledì mattina si sono aperti i lavori della conferenza nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, dal titolo “Novità e futuro: Il mondo della Cooperazione Italiana”, organizzata dalla Farnesina e dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). Presenti i rappresentanti delle istituzioni, degli enti territoriali, delle ONG, del settore privato, del mondo accademico, dell’impresa e dello spettacolo, testimoni dei progetti di cooperazione con chi opera sul campo. Per il ministro degli Affari esteri Angelino Alfano, intervenuto all’evento, “la cooperazione è uno dei più rilevanti fattori strategici per l’azione di governo e per la proiezione esterna” dell’Italia, oltre che “uno strumento essenziale della prevenzione dei conflitti”. Chi dice cooperazione dice quindi un argomento fondamentale dell’agenda politica del nostro Paese e dice numeri, lavoro, opportunità: nella nuova strategia, che vede anche il coinvolgimento dei privati e della Cassa depositi e prestiti come istituzione finanziaria per la cooperazione, l’Italia è al momento in termini percentuali il quarto donatore tra i paesi del G7. Ma il settore negli ultimi anni ha creato anche nuove opportunità di lavoro, con un trend di crescita annuale del 10% e 16.000 posti di lavoro nel 2015. Nel suo intervento Alfano ha parlato anche del fenomeno migratorio, del ruolo dell’Italia, dell’impegno della Cooperazione Italiana e ha ricordato che “la grandezza dell’Italia sta nel salvare anche una sola vita umana”. “E’ ambasciatore dell’Italia chi fa del bene agli altri” ha detto il ministro degli Esteri ricordando che negli ultimi anni sono stati “raddoppiati i fondi della cooperazione”. Il titolare della Farnesina ha poi sottolineato l’impegno italiano in Africa e ricordato il drammatico naufragio che causò 300 morti a Lampedusa: “Umanamente – ha spiegato Alfano a proposito delle stragi in mare – sono sensibile all’argomento perché ha incrociato e condizionato la mia persona, la mia carriera e il mio destino politico. Sono nato in una provincia che include l’Isola di Lampedusa. Lì dove finisce l’Europa e l’Africa comincia. Lì un giorno ho visto 300 corpi in 300 sacchi. Lì è cambiato il mio destino personale e l’approccio dell’Italia e dell’Europa nei confronti dell’immigrazione”. “Abbiamo dimostrato – ha evidenziato poi Alfano – che si possono salvare vite umane e mantenere il paese al sicuro. Questo per l’Italia nel mondo è motivo di grande orgoglio. L’Italia è stata solidarietà e sicurezza”. Concludendo Alfano ha ricordato che “il governo ha raddoppiato i fondi per la Cooperazione e investito in Africa perché è un pezzo del nostro destino. L’Africa è nel nostro cuore”. La conferenza si è aperta con una sessione istituzionale, introdotta dal Segretario Generale del Maeci, Elisabetta Belloni che ha sottolineato come “da anni la cooperazione è parte integrante della politica estera italiana” a cui ha fatto seguito l’intervento del ministro Alfano e del Presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin Archange Touadera. Subito dopo gli interventi di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Riccardi, Presidente Società Dante Alighieri, Neven Mimica, Commissario europeo per la cooperazione allo sviluppo e Antonio Decaro, Presidente dell’ANCI. Poi spazio a tavole rotonde su diversi temi di approfondimento: giovani, migrazioni, privato, sviluppo sostenibile e comunicazione. I lavori sono proseguiti giovedì: nella mattinata, la conferenza è stata dedicata al tema “La Cooperazione può cambiare il mondo. L’evento si è concluso con la presentazione da parte del Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Mario Giro, del documento di sintesi della Conferenza e con le considerazioni del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano e il saluto del Presidente del Consiglio,Paolo Gentiloni.