Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Con la manovra, possibile stangata per i correntisti. La parola all’esperto.

redazione

L’inasprimento fiscale per le banche e le assicurazioni, che assicurerà una buona parte delle entrate aggiuntive a copertura della manovra, rischia di produrre una stangata a carico degli utenti. Andrea Aliberti, avvocato cassazionista, dello Studio Legale tributario Fantozzi e Associati, fa notare come “la misura di maggiore impatto per le banche pare la riduzione della deducibilità degli interessi passivi dal 100% all’86%; e per le assicurazioni la diminuzione obbligatoria delle tariffe Rc Auto per i guidatori virtuosi nelle regioni meridionali. Si tratta di misure che rischiano di pesare sui contribuenti in termini di traslazione economica degli oneri (nel primo caso si può pronosticare un aumento dei costi per gli utenti, nel secondo caso una redistribuzione geografica degli oneri)”.

“E’ noto però che, anche nell’ipotesi in cui sia espressamente vietata la traslazione “giuridica” delle misure sugli utenti, l’effetto di alcune misure è lo spostamento del punto di equilibrio economico. E quindi, in ultima analisi, a rimetterci sono i consumatori, anche quando le misure vengono annunciate come “punitive” per taluni settori imprenditoriali” afferma Andrea Aliberti.

“Le precedenti manovre finanziarie prevedevano clausole di salvaguardia che avrebbero comportato un aumento dell’Iva se non si fossero adottate misure contenitive del debito pubblico. E i governi negli ultimi anni hanno provveduto a sterilizzare gli aumenti “automatici”. Tuttavia, è evidente che misure che comportano effetti economici dannosi per i consumatori di banche ed assicurazioni, possono tradursi in oneri equivalenti a quelli “sterilizzati”. Con una ovvia differenza: aumenti generalizzati dell’Iva colpiscono tutti gli acquirenti di determinati prodotti o servizi, mentre misure che riguardano specifici settori si traducono in un danno economico per i clienti che ricevono servizi in quei settori” conclude Andrea Aliberti.