Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Comunità Montane, molte promesse e pochi fatti.

Padula – la grave vertenza delle Comunità Montane è stata al centro dell’incontro promosso dall’UNCEM Campania tenutosi nella mattinata di ieri, 24 febbraio, presso la sala Auditorium dell’Isola C3 al Centro Direzionale di Napoli.

Un incontro che ha assunto i tratti della mobilitazione e che ha voluto innescare un confronto tra istituzioni, sigle sindacali e rappresentanti politici in merito alla sopravvivenza degli Enti montani e sul futuro dei territori montani nelle aree interne della regione. Un incontro al quale erano presenti, tra gli altri, il vice presidente nazionale Uncem, Andrea Cirillo, il presidente campano, Donato Cufari, i consiglieri regionali, Longo, Foglia, Cobellis, Valiante, Pica, Mucciolo, Petrone, Oliviero e Zecchino, ma nessun membro della Giunta Caldoro. Tanti i sindaci presenti provenienti da tutte le provincie campane ed i presidenti delle Comunità Montane. “È necessaria una rivisitazione della Legge Regionale 11/96 per rivedere le mansioni dei lavoratori idraulico-forestali campani, proponendo un cambio di utilizzazione degli stessi”. Questa la proposta portata dall’assessore all’Agricoltura della Provincia di Salerno, Mario Miano, “La Regione Campania – ha continuato Miano – deve individuare e coprire uno specifico capitolo di bilancio atto ad assicurare la copertura finanziaria per l’esercizio delle funzioni delegate dalla legge regionale 11/96 da parte di tutti gli enti delegati, per andare incontro allo stato di crisi che coinvolge il comparto forestale. La proposta di Miano è stata condivisa in maniera bipartisan dagli amministratori locali e dai consiglieri regionali presenti. Altro importante tema discusso nell’incontro la necessità della modifica della legge regionale concernente la delega in economia, bonifica montana e difesa del suolo. Con una rivisitazione della legge si può ipotizzare infatti una riutilizzazione dei lavoratori in altre attività, come ad esempio la manutenzione ed il miglioramento della viabilità extraurbana, di competenza delle provincie o dei comuni, oppure per la realizzazione delle opere di regimentazione idraulica e della sicurezza dei fronti stradali, anche al fine di ridurre i fattori di rischio connessi agli incendi, la manutenzione e messa in sicurezza dei luoghi per la fruizione turistico-ambientale dei territori. Infine un’interessante discussione è stata attivata sull’opportunità di organizzare attività per la gestione e lo sfruttamento della filiera foresta-legno-energie-biomassa, nonché per la vigilanza ed il rispetto delle disposizioni che regolano la caccia, la pesca e la raccolta dei funghi e dei prodotti del sottobosco. Insomma un nuovo quadro complessivo che andrebbe ad inquadrare gli enti montani in un più ampio spettro di funzionalità. Una discussione che però, a conti fatti, ha detto poco o nulla sulla necessità di garantire ed assicurare il reddito dei circa 5500 lavoratori forestali attivi nell’ambito del territorio campano e dei circa 2500 di quello salernitano. Tutto viene rimandato a scelte che dovrà compiere il Consiglio regionale che in queste ore è impegnato sulla discussione della Legge di Bilancio che ha visto una vera e propria valanga di emendamenti presentati. Oltre tremila infatti, le modifiche richieste sia dai Consiglieri di maggioranza che di opposizione. Molti gli emendamenti al documento di Bilancio, redatto dall’assessore regionale Gaetano Giancane, che riguardano proprio le comunità montane. Il gruppo Pd, ad esempio, ha chiesto di stanziare 120 milioni di euro per garantire il pagamento degli stipendi al personale idraulico forestale e per i servizi di protezione civile, forestazione e protezione delle zone montane del territorio. Un emendamento che parte dall’annosa questione degli stipendi non pagati, al momento sono circa 5mila i lavoratori del comparto idraulico forestale in Campania senza stipendio, e che fa intravedere uno spiraglio di concretezza economica per la sopravvivenza stessa degli enti montani. Se ne saprà di più nelle prossime ore quando finalmente inizierà in aula la discussione sul Bilancio e si capirà quale risposta concreta la Giunta Caldoro vorrà dare ai lavoratori in difficoltà.