Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Cibo – 9 italiani su 10 consumano olio d’oliva

redazione

Quali sono i prodotti più rappresentativi del Made in Italy? Il nostro cibo e il nostro vino. Anche per gli Emirati Arabi e per la Cina, anche per il Regno Unito. Lo affermano infatti 4 consumatori su 10. Il consumatore di prodotti dell’agricoltura di qualità al centro dell’inaugurazione dei Sol&Agrifood, a Veronafiere nel corso di Vinitaly che termina il 10 aprile. E’ emerso che oltre 9 italiani su 10 consumano olio di oliva, e 2 su 3 lo acquistano più volte al mese, selezionandolo principalmente in base all’origine ancor prima del brand e del prezzo. A monitorare la presenza dell’extravergine a tavola e nel carrello della spesa degli italiani è la ricerca realizzata in collaborazione con Nomisma. Nel periodo 2010-2017 è cresciuto (+79%) il valore al consumo dei prodotti Dop e Igp, da 8,2 a 24,7 miliardi di euro. Stesso trend di crescita (+77%) di crescita per l’olio extravergine, col giro d’affari dell’oro verde che passa , sempre nel periodo 2010-2017, da 65 a 115 milioni di euro. L’attenzione al marchio Dop-Igp è più forte tra i “salutisti” e chi ha figli piccoli in casa. In particolare ad acquistare olio di qualità (Dop-Igp), secondo lo studio, è prevalentemente un uomo, over 45 anni, con posizione lavorativa stabile ed economicamente sicura, laureato o con un altro titolo di studio elevato. Per Nomisma, due italiani su dieci comprano alimenti Dop-Igp abitualmente. Questa propensione all’acquisto e la sensibilità nei confronti di questi marchi sono maggiori nelle grandi città e in generale nel centro Italia. Alcune tipologie familiari, inoltre, risultano più attente alla qualità dei prodotti alimentari: si tratta di nuclei con figli conviventi in cui il responsabile degli acquisti è donna, over 45 anni e con titolo di studio elevato. La ricerca ha preso in considerazione anche il consumatore di birra, differenziato tra chi beve birra e chi preferisce la birra artigianale: la prima è la preferita da Generation X e Baby Boomers (rispettivamente 39-54 e 55-73 anni), mentre la seconda attira maggiormente i Millennial più eruditi delle grandi città.