Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ci ha lasciato Ezio Bosso, aveva solo 48 anni.

di Lorenzo Peluso

E’ il giorno delle lacrime oggi, persino il cielo è grigio dal dolore. Ci ha lasciato Ezio Bosso, aveva solo 48 anni. Il direttore d’orchestra, compositore e pianista torinese aveva una malattia neurodegenerativa da anni ma nonostante ciò era riuscito a diventare uno dei nomi più noti del panorama musicale italiano. Bosso conviveva dal 2011 con una malattia neurodegenerativa che gli fu diagnosticata subito dopo l’intervento per un tumore al cervello a cui fu sottoposto lo stesso anno. Inizialmente la sua malattia venne identificata dai media come la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, patologia in cui i primi sintomi, episodi di atrofia muscolare, si trasformano in pochi anni nella compromissione totale delle funzioni vitali. Lo scorso settembre aveva annunciato al pubblico di aver dovuto dire addio al pianoforte proprio a causa della malattia. «Se mi volete bene, non chiedetemi più di sedermi al pianoforte e di suonare. Tra i miei acciacchi adesso ho anche due dita fuori uso. Se non posso dare abbastanza al pianoforte, è meglio lasciar perdere».  La musica ed il pianoforte non riusciranno mai più ad esprimere la bellezza del suono dell’anima perfetta che il maestro Ezio Bosso era riuscito a regalare a tutti coloro che amano la vita.