Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Che Dio indichi la strada giusta a tutti.

di Lorenzo Peluso.

Abbiamo rischiato davvero un conflitto mondiale tra USA e Russia in Medio Oriente? Probabilmente si; ma la questione non è del tutto chiarita tra le due superpotenze. Intanto a ritornare sull’argomento è stato proprio l’uomo scomodo della Siria, Bashar al Assad. “Uno scontro diretto tra gli Stati Uniti e la Russia è stato evitato per un pelo” così ha riferito il presidente siriano Bashar al Assad in una intervista a media russi. Una lunga intervista  concessa a Russia Today, nella quale il rais di Damasco ha minacciato di usare la forza contro le milizie curde siriana sostenute da Washington che occupano ampi territori nel Nord-est del Paese.  Ma non basta. Infatti rimane preoccupante la situazione in Medio Oriente soprattutto a seguito della decisione americana  di spostare l’ambasciata USA a Gerusalemme. Gli scontri ed i morti, palestinesi, li abbiamo già visti e contati. Quel che preoccupa però, ancora,  sono certamente le pretese di Benjamin Netanyahu, Primo Ministro israeliano, che continua ad indicare l’Iran come l’unico vero promotore del terrorismo nel Medio Oriente, descrivendo Teheran come un pericolo per la sopravvivenza di Israele. Accuse forti che sono seguite, nei giorni scorsi, dal lancio di missili israeliani contro basi iraniane in Siria. Insomma soffiano forti venti di una guerra che vedrebbe coinvolti tutti gli attori in campo, americani e russi, innanzitutto, che in territorio siriano potrebbero scontrarsi in modo definitivo. In questo, un ruolo strategico lo gioca la Russia che è chiaro, deve mediare con i suoi  alleati, nel cercare di bilanciare una situazione che viceversa può portare ad importanti spaccature con Teheran. Le parole di Julien Barnes-Dacey dello European Council on Foreign Relations a riguardo sono molto chiare: “I russi stanno giocando una delicata azione di equilibrio tra differenti alleati regionali. Le parole di Putin sono un chiaro segnale da parte di Mosca di voler limitare, almeno in parte, l’influenza iraniana in Siria”. Chiaro è che l’Iran non starà a guardare, in silenzio. Altrettanto vero è però che Hassan Rouhani, leader iraniano, è pienamente cosciente che la cooperazione con Mosca impone un mutuo bilanciamento, da parte della Russia, con gli altri suoi alleati mediorientali. Rimane comunque il nodo da sciogliere da parte di Mosca nel saper prevedere gli effetti e gli sviluppi della crisi tra Israele e Iran. Punto fermo intanto, tra le diplomazie mondiali, sulla scacchiera del Medio Oriente,è la relazione tra Mosca e Teheran che, rispettivamente nel loro pragmatismo, sono ben consapevoli dei benefici della reciproca cooperazione che può avere effetti ancor più importanti se i due Paesi  riusciranno ad evitare uno scontro diretto con Israele in Siria. Appello a Mosca dunque dal presidente siriano Bashar al Assad, indicando il nemico comune: gli americani. “Per ogni passo in avanti per l’esercito siriano, e per il processo politico, e per l’intera situazione, i nostri nemici e i nostri oppositori, principalmente l’Occidente guidato dagli Stati Uniti e le loro marionette in Europa e nella nostra regione, cercano di farlo più lontano,  sostenendo di più il terrorismo, portando più terroristi in Siria, o ostacolando il processo politico in atto” ha dichiarato Assad sottolineando che senza finanziamenti esterni i suoi avversari all’interno del paese potrebbero essere sottomessi “entro un anno”. Che Dio indichi la strada giusta a tutti.