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Caso Gautier, la famiglia: “I soccorsi sono arrivati tardi”

redazione

La famiglia di Simon Gautier, l’escursionista francese morto questa estate in Campania, “denuncia i ritardi dell’operazione di salvataggio”: lo scrive il quotidiano Le Monde, che in un articolo pubblicato oggi torna sulla drammatica vicenda e pubblica alcuni stralci della conversazione telefonica tra il giovane escursionista e i Carabinieri di Lagonegro, in Basilicata. “Apparentemente, né il 112 né il 118 sapevano come aiutarlo a geolocalizzarsi”, sottolinea Olivier Compte, il patrigno della vittima, citato da Le Monde. “Ci siamo sentiti abbandonati a noi stessi, nell’incertezza totale”, deplora la madre Delphine Godard, che insieme ai suoi cari dice di essere “sempre in cerca di informazioni”, perché “molte questioni restano ancora in sospeso”. In particolare, prosegue Le Monde, la famiglia chiede oggi alle autorità italiane e francesi “chiarimenti sui ritardi e l’assenza di coordinamento delle operazioni di soccorso”. Il 21 agosto scorso, la procura di Vallo della Lucania ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.