Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Caro Macron, rien ne va plus, les jeux sont faits.

di Lorenzo Peluso.

Credo davvero che non rendiamo un grande servizio alla comunità, ai lettori, alla gente, se anche noi della stampa, non troviamo la forza di raccontare come davvero stanno le cose.

Insomma, la verità dei fatti. Se non lo facciamo, semplicemente perchè, mossi da una certa distanza ideologica dall’attuale governo giallo-verde, se preferiamo non affermare le buone ragioni di decisioni assunte in tema di migrazioni, allora il danno è assolutamente doppio. La questione credo sia finanche troppo semplice. Possiamo consentire a paesi come la Francia di alzare la voce sull’operato del governo italiano, non evidenziando contestualmente la propaganda amplificata, a livello globale, di circostanze assurde e ridicole? Insomma, se da un lato tutti sembrano aver dimenticato, solo perché è utile cavalcare l’onda anti-Salvini, che l’Italia ha accolto ed accoglie migranti, se ne prende cura, li ospita, li gestisce, da anni, contestualmente diamo risalto ad un accordo ridicolo raggiunto nelle ultime ore a livello europeo per la gestione e la sistemazione di, pensate un po’, 58 migranti. Si, 58 migranti. Ci si accorda, tra Stati, per la sistemazione ed il collocamento di 58 persone. Insomma, un autobus, per capirci. Buon cuore, certo, quello del Portogallo che ne accoglierà 10 e gli altri, saranno accolti tra Francia e Spagna. Senza dimenticare che in questo accordo entra anche Malta. Si Malta, che recupererà i migranti ma non parteciperà alla ripartizione. Un accordo, ha spiegato il ministero dell’Interno di Lisbona, “preso in modo solidale e concertato con Spagna e Francia”, con la Germania pronta a collaborare. Sono i migranti a bordo dell’Aquarius 2. I migranti saranno sbarcati in acque internazionali, trasferiti a Malta e distribuiti in quattro Paesi europei. “Malta e Francia ancora una volta si fanno avanti per risolvere l’empasse dei migranti”, scrive il premier di La Valletta Joseph Muscat. L’Italia in questo, rimane l’ostacolo. Il paese che non collabora.

Incredibile ma vero. Mentre nel nostro Paese per anni sono sbarcati migliaia e migliaia di migranti di cui ci siamo presi cura, al punto che in ogni città, in ogni comune, anche i più piccoli, sonno stati creati centri di accoglienza e permanenza di richiedenti asilo; mentre da anni chiediamo la solidarietà dell’Europa nel gestire questa marea senza fine di disperati che arrivano sulle nostre coste, nell’indifferenza generale, oggi, solo oggi, che quattro Paesi si prendono cura di accogliere e sistemare un autobus di persone, beh, oggi questa è accoglienza, solidarietà e concertazione. Quel che però mi indispettisce, per davvero, e non me ne vogliano i colleghi della stampa, è che piuttosto che difenderlo il nostro Paese, insomma piuttosto che ricordare al mondo quanto abbiamo fatto e facciamo in tema di immigrazione, basterebbe citare solo lo sforzo e l’abnegazione dei lampedusani, diamo voce e spazio alle parole di Emmanuel Macron che, ancora una volta ha la sfrontatezza di usare  toni duri ne confronti del nostro paese. “C’è una crisi politica tra l’Italia e il resto dell’Europa – ha detto Macron – L’Italia ha scelto di non seguire più le leggi internazionali e in particolare quelle umanitarie del mare, secondo cui quando una nave è in una situazione umanitaria va nel porto più vicino”. Parole pesanti pronunciate dal presidente francese a margine dell’assemblea dell’Onu a New York. ma la sfrontatezza di Macron supera ogni più fervida immaginazione, quando sostiene che grazie al suo impegno si è riusciti a “strappare una soluzione europea” al problema. Lo fa, incredibile ma vero, dopo che il governo francese si è opposto alla richiesta rivoltagli ieri da Sos Méditerranée di far sbarcare (eccezionalmente) l’Aquarius a Marsiglia con gli oltre cinquanta migranti salvati nei giorni scorsi di fronte alle coste libiche. Insomma non vi è davvero limite all’indecenza.

La questione è davvero complessa, sia chiaro. L’Italia è davvero sotto attacco a livello europeo da parte di Paesi che non hanno altro interesse se non quello che l’Italia non risorga, non cresca, insomma non cambi strategia. Quella stessa strategia, che ha svenduto sui tavoli internazionali il nostro Paese, accontentato con la nomina della Mogherini, ad esempio, e lasciato solo a gestire per anni migliaia di migranti. Conviene a molti che l’Italia venga isolata. Si badi però, la mia non è una difesa d’ufficio al governo Conte, o al ministro degli Interni Salvini. Le questioni politiche aperte nel nostro Paese rimangono e certo meritano risposte e soluzioni. Ma certo, non possiamo e non dobbiamo consentire, che si faccia politica a spese dell’Italia, perché in primavera ci saranno le elezioni europee. E’ qui infatti la vera partita che si giocherà per il futuro dell’Europa. Un’Italia forte ed autorevole a Bruxelles, costringerà Berlino e Parigi, ma anche Lisbona e Madrid, a cambiare passo. Occorre ricordare forse a Macron come opera la gendarmeria sul confine di Ventimiglia? Occorre ricordare alla Spagna quel che accade sul confine con il Marocco? Insomma, forse amare il proprio paese significa anche difenderlo, oltre le proprie posizioni ideologiche, semplicemente perché nessuno può mettere in discussione le scelte e le visioni di un popolo, se non lo stesso popolo. Gli italiani misureranno l’operato della politica italiana quando, democraticamente si recheranno alle urne e giudicheranno scelte e decisioni, cose fatte e promesse non mantenute, con l’espressione legittima del voto. Ai soloni stranieri, francesi innanzitutto, che tentano di dare lezioni al nostro Paese, occorre rispondere semplicemente con un “Rien ne va plus, les jeux sont faits”.