Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Campania – Il nuovo piano ospedaliero. Ecco i dettagli.

redazione

“Mai come oggi possiamo parlare di vera e propria rivoluzione. Con una serie di decisioni, e di molti decreti già firmati, oggi presentiamo i dieci punti salienti di una svolta radicale nella sanità della Campania. Una svolta che siamo riusciti a imprimere grazie a una serie di incontri tenutisi a Roma, in particolare quello del 28 novembre scorso in cui siamo riusciti a recuperare 600 milioni di euro di premialità, fondi bloccati dal 2013 per inadempienze della regione”. Così il presidente della Campania Vincenzo De Luca  elencando tutti gli aspetti della svolta nel settore sanitario regionale (è lui stesso a ricoprire il ruolo di commissario da quattro mesi), svolta che, assicura, sarà completata entro il 2018. I dieci punti riguardano: Il nuovo piano ospedaliero; il piano di assunzioni per 4mila persone tra medici e infermieri; edilizia sanitaria; eliminazione del ticket regionale di 10 euro; accreditamento con strutture private entro gennaio con validità biennale; semplificazione sanitaria per apertura studi odontoiatrici; riconversione delle cliniche psichiatriche; adeguamento delle tariffe per le tossicodipendenze; apertura di nuove farmacie; accordi con i centri antidiabete anche privati.Il nuovo piano ospedaliero della Campania è stato adottato con documento finale sulla base del parere favorevole espresso dai tavoli ministeriali (MEF e Salute) e adattato alle prescrizioni impartite. Prevede di : aggiornare la rete ospedaliera utilizzando tutti i posti letto concessi dai calcoli Ministeriali, basati sulla popolazione pesata della Campania; riequilibrare i posti letto sulle varie province e rimodulare lo squilibrio tra posti per acuti e post- acuti; risolvere le problematiche delle case di cura con meno di 40 e meno di 60 posti letto che non avessero un’unica disciplina (come previsto dal DM 70/15, senza interventi di riprogrammazione 15 strutture sarebbero state costrette a chiudere con conseguenti problemi occupazionali per circa 1200 lavoratori); riequilibrare gli eccessi di discipline non esclusivamente a carico delle strutture pubbliche; mantenere attivi 7 punti nascita richiedendone la deroga; prevedere il mantenimento delle attività nei presidi per i quali era prevista la chiusura; prevedere l’apertura di un nuovo Pronto Soccorso presso una struttura pubblica (CTO/Colli); rivedere le reti di emergenza/urgenza secondo una visione integrata di livelli assistenziali (dalla Continuità Assistenziale ai DEA di II livello); rivedere le reti tempo/dipendenti; inserire nuove reti cliniche. Rispetto agli attuali 18.204 posti letto ci sarà un incremento di 1637 nuovi posti con un riequilibrio tra posti letto per acuti e post acuti e per distribuzione su macro aree. Si provvederà anche alla riconfigurazione della rete del 118 con centrali provinciali riassegnando una centrale ad ogni provincia ed evitando la Agenzia Unica regionale di Emergenza (ulteriori costi per un’altra Azienda).