Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Campania, borse di studio ai laureati di professioni non mediche

redazione

Sono due i milioni di euro investiti dalla Regione Campania per borse di studio a 67 studenti laureati in professioni non mediche che potranno così partecipare alle scuole di specializzazione medica aperte anche a loro. É l’iniziativa presentata oggi al Policlinico della Federico II di Napoli dal presidente della Giunta regionale campana Vincenzo De Luca. “Abbiamo investito due milioni – spiega De Luca – per le professioni non mediche, giovani che si stanno formando in profili professionali essenziali per garantire l’assistenza negli ospedali. Abbiamo fatto uno sforzo perché c’è carenza di specializzandi e c’è un limite che andrebbe superato rapidamente da parte dello Stato. Noi diamo una mano per un centinaio di borse di studio, e lo facciamo dentro uno sforzo di carattere generale per rilanciare il sistema sanitario”. La consegna delle borse di studio è avvenuta oggi ai giovani che, dice il presidente della scuola di medicina della Federico II Luigi Califano, “sono ragazzi che hanno altro tipo di laurea come biologia, farmacia, biotecnologia, fisica, odotoiatria. Per loro ci sono nove scuole di specializzazione per l’accesso per alla professione in ambiti come la genetica, la scienza dell’alimentazione, la microbiologia, la biochimica, la patologia. Oggi la regione mantiene una promessa nei confronti di questi ragazzi”. Alla consegna delle borse di studio anche l’assessore alle Politiche giovanili della Regione, Chiara Marciani, che sottolinea come la Campania sia “una delle poche Regioni d’Italia che dà la possibilità di aavere le borse di studio anche per le professioni sanitarie non mediche. Pariamo di ragazzi che spesso sono in aula con studenti medicina che hanno diritto a una borsa studio nazionale mentre loro subiscono una discriminazione che è forte, perché fanno quattro anni di scuola di specializzazione obbligatoria altrimenti non possono fare concorsi, ma non percepiscono un centesimo. La Regione è quindi intervenuta per sostenere questi ragazzi che sembravano discriminati”.