Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Camerota (SA), questa sera lo spettacolo Rugantino

redazione

Rugantino è una maschera senza maschera: un impunito, dalla lingua lunga, che vuole avere sempre l’ultima parola, l’emblema di un modo molto nostro di raccontarci che è unico al mondo. E’ Rugantino – secondo il Belli – “ maschera del teatro di fantaccini, la quale presenta un linguacciuto attaccabrighe che finisce poi sempre per toccarne da tutti e numerare a debito altrui le busse del proprio conto”. Come ruganza (“arroganza”), deriva il nome dal verbo romanesco rugà (“protestare litigiosamente, brontolare minacce”) e di conseguenza significa, attaccabrighe, sussurrane. Alcuni credono che Rugantino discenda dal Miles Gloriosus di Plauto, il Ferrigni dal vecchio Manducus che digrignava i denti e minacciava di mangiar vivo il suo interlocutore esterrefatto; più esattamente, Francesco Sabatini, lo ritenne derivato da una caricatura dei soldati del Bargello, con origini settecentesche, come si arguisce dal vestiario e dal codino. Porta infatti, il costume dei birri della fine del secolo XVIII. Frac blu molto corto, panciotto e calzoni al polpaccio, scarpe con fibbie. Come molte maschere, anche Rugantino che fa il Rodomonte pur buscandone sempre, ha una sua compagna, Rosetta, popolana linguacciuta ma fiera, piena di gioielli appariscenti, pronta a venire alle mani se è offesa, la quale porta tra i capelli, a guisa di spillone, lo spadino d’argento, tipica rappresentante delle “minenti” romane. Rugantino è, però, nell’immaginario comune, il personaggio del celeberrimo musical di Garinei e Giovannini, datato 1963, uno spettacolo le cui pagine musicali, composte e soprattutto arrangiate da Armando Trovajoli, non conoscono né conosceranno stanchezza. “Roma non fa la stupida stasera”, “Ciumachella de Trastevere”. Tutti invitati a Camerota, quindi per Rugantino, questa sera, alle ore 21,30, grazie agli infaticabili e appassionati soci dell’ associazione La Meglio Gioventù, che di anno in anno, presentano ai turisti che affollano il Cilento, i più interessanti musical prodotti negli ultimi anni. Tutto è prodotto, con le proprie forze fisiche ed economiche, dai ragazzi di quest’associazione, dai costumi alle accurate scenografie, i quali, purtroppo, per un solo giorno l’anno riescono ad accendere i riflettori e a rendere fruibile, ripulendolo, uno splendido spazio quale è il Teatro all’aperto Kamaraton. L’allestimento, per la regia di Roberta Nicolella, le scene di Fabio D’Angelo, Tommaso Del Gaudio, Vincenzo Sgueglia, Nicola Bove, Vittorio Scarpitta e Sabina Valiante, i costumi di Pina Mea, Francesca Pia Del Duca, Anna Bardaro e Maria Ruocco, gli oggetti di scena di Teresa Nicolella, i suoni della MasterSound Service, saluterà  assoluto protagonista il volto, di Alessandro Magliano il quale si porrà a metà strada tra l’indimenticato Nino Manfredi e la verve di Enrico Montesano. Un volto giovane che viene adottato da Tommaso Del Gaudio, il quale interpreta quell’ “uomo rosso, maestoso e dabbene, certo Mastro Titta, che aveva l’incarico di separare le teste dai corpi. Egli compieva questo ufficio puntualmente con una sveltezza e una nettezza degne di grande memoria”. Le due donne in scena, saranno Antima Magliano, una Rosetta volitiva, ed Enza Del Gaudio, nei panni di Eusebia, zitella, “abbonata” e burina, in cerca di una buona sistemazione. Le due storie d’amore quella di Rugantino e Rosetta e di Mastro Titta ed Eusebia, s’intrecciano passando per scene esilaranti, quali quella della “gattata”, nella cappella dei principi Paritelli, ripresa da Fellini in “Roma” e della moneta arroventata gettata agli stornellanti, che ritroviamo nel “Marchese del Grillo”, con Alberto Sordi, sino al duetto finale tra boia e condannato, ove s’intuisce che il guitto Rugantino, vuole morire, per essere ricordato con onore, per vivere almeno un giorno “da omo”, concentrando in una sola parola la rassegnazione e il rispetto per la dignitosa decisione guarda verso la porta della prigione e dice “apreme!” Affollato il cast che saluterà un cameo di Don Antonio Toriello Parroco della vicina Licusati e docente di oboe al Conservatorio nelle vesti del principe Niccolò Paritelli, con la principessa Marta Paritelli, Emilia Volpe, Gnecco  sarà Pompeo Scarpitta, il Rubbastracci Vincenzo Sgueglia, Boietto Biagio Scarpitta, lo scultore, Andrea Ruocco, il Cardinal Severini, Giovanni Volpe, la vecchietta Raffaella Calicchio, Don Fulgenzio Emanuele Cammarano, mentre special guest, nei panni del cantastorie, sarà Nicola Napolitano, tutti agli ordini della vocal coach Teresa D’Alessandro e delle coreografe Cristina Pellegrino ed Emilia Volpe. Il costo del biglietto è pari a 6 euro.