Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Camerota (SA), appalti a imprenditori amici, arrestati due ex sindaci

redazione

Una lunga e complessa indagine denominata “Kamaraton” ha permesso di svelare un “collaudato sistema criminale”, basato su logiche affaristiche e clientelari, funzionale alla spartizione illecita di appalti a favore di imprenditori amici. A finire nei guai, a vario titolo, sono stati due ex sindaci di Camerota, ex assessori ed ex consiglieri, accusati di una serie di reati contro la pubblica amministrazione. Dodici le misure cautelari e 19 le perquisizioni domiciliari e personali, eseguite nei confronti di componenti l’amministrazione comunale di Camerota fino al 2017. Ad eseguire, eseguite all’alba di oggi, sono stati i carabinieri del Comando Provinciale di Salerno e della Compagnia di Sapri, con la collaborazione dei militari della Stazione di Camerota. Gli arresti in carcere riguardano l’ex sindaco Antonio Romano, Fernando Cammarano e l’ex assessore Rosario Abbate. Ai domiciliari, l’ex sindaco Antonio Troccoli, l’ex assessore nonché figlio di quest’ultimo, Ciro Troccoli e Michele Del Duca. Tra gli indagati figura anche Antonietta Coraggio, attuale vicesindaco di Vallo della Lucania, coinvolta nell’inchiesta in quanto presidente della società La Marina de il Leone di Caprera srl. Nei suoi confronti l’autorità giudiziaria ha emesso un provvedimento di interdizione per un anno dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio. L’indagine – che scaturisce da un accertamento inerente l’appropriazione dei proventi della Tosap da parte di funzionari pubblici del Comune di Camerota – ha consentito di fare luce su un presunto sistema criminale secondo gli inquirenti finalizzato alla metodica spartizione delle gare d’appalto comunali, sistematicamente indirizzate a favore di società riferibili agli stessi amministratori o, comunque, a soggetti compiacenti o, comunque, “vicini” all’amministrazione comunale. Per la Procura si tratta di un sistema “grezzo ma estremamente efficace”: per i peculati, ad esempio, veniva rilasciata “regolare ricevuta”. Era stata creata una vera e propria “rete” in grado di controllare la quasi totalità delle gare di appalto del Comune di Camerota, pilotandole verso società con a capo imprenditori collegati agli amministratori, da amicizia, vincoli di parentela o comuni interessi economici. Gli imprenditori, in cambio, fornivano agli amministratori somme di diverse migliaia di euro, assumevano personale indicatogli dagli amministratori stessi, eseguivano gratuitamente lavori edili privati, fornivano pass gratuiti per parcheggi e ormeggi gratuiti durante il periodo estivo. Si è appurato anche il sistematico ricorso alla falsificazione del bilancio comunale attraverso false attestazioni sull’avvenuto rispetto del patto di stabilità dal 2012 al 2015 certificando con delibere della giunta comunale, ogni anno, l’avvenuto rispetto dell’obiettivo prefissato.