Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Calcio, Picerno: “I nostri tesserati non hanno aggredito gli avversari”

redazione

La società del Picerno, in una nota sugli episodi verificatisi ieri durante la partita casalinga con il Taranto (0-0) che ha regalato ai lucani la matematica promozione in serie C, “rimanda al mittente ogni accusa che viene mossa nei confronti dei colori rossoblù: nessun nostro tesserato si è reso protagonista di aggressioni o atti simili. Se qualcuno si è reso responsabile di qualcosa di simile, saranno gli organi preposti – che erano presenti – eventualmente a giudicare e fare chiarezza”. “Non possiamo assolutamente – hanno evidenziato i dirigenti lucani – tentare di fare una ricostruzione dei fatti perché non abbiamo assistito a quanto scritto da testate giornalistiche e addetti ai lavori, che rispettiamo e ringraziamo per il lavoro che svolgono. Respingiamo ogni tentativo di infangare la società e i tesserati, oltre che la splendida comunità picernese. Se verranno accertate eventuali responsabilità di qualcuno, è giusto che paghi. Ma sottolineiamo ancora una volta che nessun rappresentante di questa società e comunità si è reso protagonista di atti di violenza”. “Picerno – hanno aggiunto – da sempre – è noto a tutti – è una società (oltre alla comunità) che si è distinta per il rispetto, l’educazione, la disponibilità ed è contro ogni atto di violenza. A testimonianza di tutto ciò è l’assenza totale di un solo centesimo di multa per condotta antisportiva, della società e della tifoseria, in tantissimi anni. In ogni partita al ‘Curcio’ e in trasferta, mai la società è stata punita o multata per eventi simili. Chi conosce Picerno e conosce la nostra Società e Comunità, si riconosce in ciò che stiamo riportando in queste poche righe. Alla base dell’operato della Società e della comunità c’è il rispetto e non la violenza, l’umiltà, la serietà e l’accoglienza. Ribadiamo la necessità di voler respingere ogni tentativo di voler infangare il nome della società e della comunità di Picerno, e – hanno concluso – siamo fiduciosi dell’operato di chi dovrà giudicare”.