Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Biglietto d’ingresso, tassa di soggiorno, chiamatela come vi pare, ma fate pagare chi visita il Cervati.

di Lorenzo Peluso.

Prima o poi occorre chiederselo se è possibile visitare e godere delle bellezze naturali e paesaggistiche di un luogo e non pagare nulla, nessun biglietto per uno spettacolo della natura, preservata dagli uomini e mantenuta dagli stessi uomini. Insomma, se siamo tutti d’accordo sul fatto che un bene che appartiene all’umanità deve essere fruibile da tutti, siamo tutti propensi ad accettare che,  ad esempio, per visitare la Cappella Sistina, occorre pagare un prezzo, un biglietto. E’ giusto. E’ talmente giusto che a Machu Picchu ci sono 4 tipi di biglietti da pagare, scegliendo chiaramente il sito e lo spettacolo della natura offerto, ognuno con un’esperienza totalmente diversa.  4 tipi di biglietti che includono l’ingresso alla città Inca di Machu Picchu, così come altre incredibili esperienze. Un biglietto da pagare per poi poter  visitare Machu Picchu e vedere più di 150 strutture che compongono la città, i templi, eenería, residenze, canali d’acqua e alcune altre strutture la cui costruzione rimane un enorme mistero. Senza poi ricordare che si paga un biglietto per accedere a Pompei, per scavi archeologici e luoghi di bellezza assoluta. Che poi, diciamolo pure, quando paghiamo magari siamo meglio propensi a rispettarli quei luoghi. per visitare la Reggia di Caserta ed i magnifici giardini occorre pagare un biglietto da 14 euro per la visita agli Appartamenti Storici, Parco e Giardino Inglese. Di soli 10 euro se si scelgono solo gli appartamenti storici. Una passeggiata panoramica sul famoso vulcano che distrusse Pompei, il Vesuvio, costa 10 euro. Per godere delle bellezze del Parco Naturale delle Saline di Sicciole occorre pagare un biglietto di ingresso di sette euro per adulto.  Qui addirittura si specifica che: In base alle disposizioni della Legge sulla tutela della natura per poter visitare il Parco Naturale delle Saline di va pagato il biglietto d’ingresso. Sono solo alcuni esempi questi. la questione interessante risiede proprio nella citazione che il Parco Naturale delle Saline di Sicciole ha specificato per giustificare il perché si debba pagare: “in base alle disposizioni della Legge sulla tutela della natura”. Dunque non è possibile accettare che un territorio, un’area specifica, di straordinaria bellezza, venga goduta da tutti, senza alcun controllo, e senza che gli stessi “visitatori” non paghino alcun tributo a quella comunità, istituzione, ente, che poi per legge ne deve curare il mantenimento, la sicurezza, la pulizia ecc. Un caso è certo la vetta del Monte Cervati. Fino ad oggi meta di escursionisti che arrivano in cima, la vetta più alta della Campania, godono di un panorama mozzafiato, di una natura straordinaria, di un paesaggio unico, della salubrità dell’aria ecc. Ogni anno, più volte all’anno, l’amministrazione comunale di Sanza deve provvedere a risistemare le staccionate di sicurezza lungo i sentieri; deve raccogliere e smaltire la spazzatura che viene lasciata in vetta; deve garantire il mantenimento della montagna. Eppure nessuno paga per questo. Risorse prese dal bilancio comunale, dunque dalle tasse dei cittadini, devo essere per forza di cose investite per la manutenzione del territorio e per preservare la bellezza dei luoghi. Tuttavia poi vi è chi arriva sul territorio, gode della sua bellezza, magari non spende neppure un centesimo nei locali pubblici ed esercizi commerciali, perché si porta persino il panino da casa, lascia sul territorio le tracce del suo passaggio, fosse anche per il solo lasciare nei cestini della spazzatura i resti del pranzo, e torna a casa propria, senza ave speso un centesimo. Eppure se vai al Louvre per godere della bellezza del mondo devi pagare. Se vai in visita al Parco Giardino Sigurtà sul lago di Garda devi pagare un biglietto di 14 euro.  Se magari decidi di andare a visitare il Parco Archeologico dell’antica Kaulon sulla SS Jonica 106, per vedere i resti delle aree sacre, delle mura di cinta e delle abitazioni della polis, devi pagare. Ecco allora la necessità di stabilire un prezzo da pagare per visitare l’area sommitale della Vetta del Cervati, per godere del panorama unico e straordinario. Occorre farlo, perché non è possibile che si possa arrivare in vetta, godere della bellezza assoluta del luogo, salendo magari da sentieri che provengono da altri comuni che non sono Sanza, poi far ritorno nei rifugi di valle ed i altre attività ricettive e nessuno paga nulla per questo prodotto che viene comunque venduto, ad un costo, a turisti ed escursionisti. Occorre quindi regolamentare il tutto, ora più che mai che è in funzione un Ufficio comunale di promozione turistica a Sanza, occorre stabilire un biglietto di ingresso alla vetta del Cervati che, per rispetto alle norme sull’uso civico vigente, deve essere gratuito per i residenti, ma deve avere un costo obbligatorio per i visitatori ed escursionisti che arrivano da altri luoghi. Semplice anche da farsi, basterà contattare l’ufficio turistico  del Comune, dichiarare quante persone effettueranno l’escursione ed in quale giorno, versare su cc la cifra stabilita e portare con se la ricevuta. L’attivazione di un sistema di controllo sul territorio, grazie ai carabinieri forestali, la polizia municipale, le guardie ambientali ecc farà si che si rispetti il regolamento. Trovati sprovvisti del biglietto d’ingresso scatterà la multa. Semplice ed efficace, una soluzione che porterà piccoli ma necessari introiti nelle casse del comune che potrà garantire servizi a riguardo  e contestualmente farà meglio apprezzare a chi visiterà i luoghi la bellezza degli stessi, perché è risaputo che quando le cose sono gratis, evidentemente non valgono molto.