Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Basta davvero poco per dare luce e vitalità a persone speciali.

di Lorenzo Peluso.

La felicità è negli occhi delle persone. E’ li che occorre guardare, con attenzione, per capire il senso di tutte le cose. Ed è bello trovare negli occhi lucidi e vivi di un ragazzino, o di una persona anziana, la certezza di aver fatto, in modo inconsapevole, qualcosa di bello ed importante. Piccolo, certamente, ma importante. L’iniziativa promossa dall’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Sanza, con la Consulta delle donne, il Circolo degli anziani ed il Piano Sociale di Zona S10, per favorire l’integrazione e l’incontro delle persone con disabilità, attraverso laboratori creativi, è uno straordinario esempio di quanto basti davvero poco per dare luce e vitalità a persone speciali. Mi sono soffermato molto ad ammirare le opere pittoriche realizzate durante il laboratorio di pittura creativa, ed ho scoperto un mondo. Un mondo bello, colorato, pieno di segnali, di parole, di speranza. Poi ho ammirato e scrutato le mani e gli occhi di persone anziane desiderose di insegnare il loro sapere, la loro conoscenza, e con loro ho guardato, con attenzione, il viso e gli occhi di ragazzi speciali immersi nella normalità straordinaria di un giorno e di un fare qualunque,  che però viene quotidianamente negato dal nostro curarci poco e male di cuori ed occhi speciali. Mi ha rapito la mente questo percorso immaginato da una persona sensibile che ha fortemente voluto questo progetto per nulla scontato. Non occorre ne fare i nomi, ne dare lustro a coloro che di lustro non hanno bisogno, perché ricchi di sensibilità e di altruismo, con il loro agire silenzioso, mostrano al mondo come tutto è possibile e soprattutto come tutto è normale, anche quando noi stessi abbiamo smarrito l’essenza della normalità nel nostro agire. Insomma, una bella scommessa, assolutamente vita, quella di voler creare l’occasione per far incontrare, farli contaminare, due, anzi tre mondi diversi, ma tanto, forse troppo, uguali. Il mondo prezioso degli anziani, quello ricco e speciale, della disabilità; quello spesso inconsistente della normalità.

Cosa aspettarci ora? Intanto che sia solo l’inizio di un cammino più articolato e ricco di occasioni. Che certo, questo primo passo, sia solo l’avvio di un percorso che porti al superamento di una barriera culturale e sociologica, spesso imposta dalla non conoscenza dell’altro. Soprattutto, dobbiamo aspettarci che chi ha immaginato tutto questo, non molli la presa, non abbandoni l’idea di poter cambiare il mondo, perché il mondo lo si cambia con piccoli gesti e soprattutto con tanto amore. Consentitemi solo un grazie a Daniele per la sua straordinaria bellezza.