Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Basilicata, dalla Regione 53 milioni per bandi alle microimprese e turismo

redazione

La Regione Basilicata destinerà 30 milioni di euro per un “contributo a fondo perduto per liquidità e ripresa in sicurezza alle microimprese operanti nei settori dell’industria, commercio, artigianato, ristorazione senza somministrazione, servizi alla persona, sport e intrattenimento”, e 23 milioni di euro per il “Pacchetto turismo Basilicata”, per l’assegnazione di un “contributo a fondo perduto per liquidità, ripresa in sicurezza e occupazione per strutture ricettive, stabilimenti balneari, agenzie di viaggio, tour operator e ristorazione”. E’ quanto previsto in due delibere e in due avvisi pubblici approvati dalla giunta regionale della Basilicata per dare “un’immediata risposta – secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa della giunta regionale – alle imprese, per rilanciare l’economia lucana”. “La pandemia – ha detto il presidente della Regione, Vito Bardi – ha colpito duramente la Basilicata determinando un’emergenza economica e sociale che sta producendo risvolti negativi per tutti i settori produttivi con rallentamenti nella produzione, chiusure forzate e interruzioni delle attività. Intendiamo dare ossigeno alle piccole realtà produttive che a causa dei provvedimenti di contenimento hanno subito la chiusura delle attività, con conseguenti problemi di liquidità, per coprire i costi di gestione e sostenere le spese per le riaperture in sicurezza”. I beneficiari del primo avviso sono le microimprese con attività chiuse dal 12 marzo 2020 e almeno fino al 13 aprile 2020 per i provvedimenti restrittivi emanati dal governo in determinati settori (industria, artigianato e servizi alla persona, commercio e ristorazione senza somministrazione, industria culturale, creativa, sportiva e dell’intrattenimento e dei trasporti). Il secondo bando sostiene le attività già operative nel 2019 (strutture ricettive alberghiere, strutture ricettive extralberghiere, strutture ricettive all’aperto, stabilimenti balneari, al netto di quelli gestiti direttamente dalle strutture ricettive, agenzie di viaggio e turismo, ristorazione con somministrazione).