Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Banche – Prestiti in calo del 2,3%. Trend negativo da 7 anni

redazione

A marzo di quest’anno i finanziamenti bancari alle piccole imprese con meno di 20 dipendenti sono scesi del 2,3% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Lo rileva la Cgia, aggiungendo che questo trend negativo dura ormai da 7 anni. “Dal 2012 – afferma il coordinatore dell’ufficio studi della confederazione Paolo Zabeo – il volume dei prestiti alle aziende con meno di 20 addetti è sceso costantemente. Un risultato che solo in parte è riconducibile alla qualità della domanda e al livello di rischio di questi soggetti. Anche a parità di rischio i tassi di interesse applicati alle imprese minori sono in media superiori di 300 punti base di quelli pretesi alle aziende di grandi dimensioni. Diversamente, si sono pressoché annullate le differenze tra gli interessi richiesti alle micro aziende maggiormente vulnerabili rispetto a quelle affidabili”. Una condotta, quella praticata degli istituti di credito nei confronti delle piccole e piccolissime imprese, che lascia trasparire una volontà ben precisa. Il segretario della Cgia, Renato Mason, spiega che “quando una microimpresa si rivolge a una banca per ottenere un finanziamento, nella stragrande maggioranza dei casi quest’ultimo ha una dimensione economica molto contenuta. Se in prima battuta sembra una richiesta facilmente solvibile, successivamente si scopre che per redigere l’istruttoria ed erogare il prestito gli istituti di credito devono assumersi dei costi fissi molto elevati, che riducono al minimo i margini di profitto di questa operazione. Questa è la ragione che ha spinto molte banche, soprattutto di livello nazionale, a chiudere i rubinetti del credito alle micro aziende. E senza liquidità, molti artigiani e altrettanti piccoli imprenditori si sono trovati in gravi difficoltà”. Non è da escludere, dice la Cgia, che a seguito della significativa diminuzione dell’offerta di credito avvenuta in questi ultimi anni, molti piccoli imprenditori, soprattutto al Nord, siano finiti tra le braccia delle organizzazioni criminali di stampo mafioso. Un problema che sta assillando in particolar modo le attività del comparto casa (edili, dipintori, elettricisti, idraulici, installatori impianti, serramentisti), che, con l’entrata in vigore del decreto crescita, aggiunge la confederazione, rischiano di subire un ulteriore danno economico.