Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Banche, da stretta della Bce Npl possibile conto da 15 miliardi di euro.

redazione

Quindici miliardi di euro. Secondo gli analisti di Mediobanca a tanto ammonterebbe il conto per il sistema bancario italiano dalla stretta della Bce sugli Npl, basandosi sull’assunto ipotetico che la richiesta fatta a Mps di svalutare integralmente il valore degli Npl entro il 2026 sia rivolta anche al resto del sistema bancario. Una simile applicazione dell’approccio previsto dall’Addendum pubblicato a fine 2017 sull’intero stock di crediti deteriorati costerebbe agli istituti italiani il 17% degli utili aggregati 2019-2026, scrivono in un report odierno gli analisti, che calcolano appunto in 15 miliardi gli accantonamenti aggiuntivi per le banche del campione coperto. “Non è chiaro se questo controverso approccio allo stock degli Npl si realizzerà”, scrivono gli analisti che comunque hanno messo a punto una simulazione basandosi anche sul fatto che le banche non raggiungeranno mai una copertura del 100% e piuttosto accelereranno la vendita degli Npl. Ipotizzando che la vendita degli Npl venga fatta al 25% del valore nominale e quella degli Utp e dei crediti scaduti al 35%, il sistema dovrebbe affrontare 15 miliardi di accantonamenti addizionali. L’impatto teorico sarebbe così distribuito: tra il 7 e il 14% dei profitti per Unicredit, Intesa Sp e Credito Emiliano, tra il 30 e 40% degli utili per Bper, Popolare di Sondrio, Creval e tra il 50 e il 60% per Banco Bpm, Ubi e Mps.