Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Auletta, Civic Center … No grazie!

di Gianluca Addesso.

Auletta va al voto tra pochi mesi e la campagna elettorale è già infuocata. In paese non si parla d’altro ormai che di liste e di programmi (di questi ultimi ancora molto timidamente per la verità) e, in tutta franchezza, mi spiace dover entrare a gamba tesa su una questione che sarà certamente uno dei principali temi della campagna elettorale. Mi riferisco alla realizzazione del nuovo plesso scolastico e del c.d. “Civic Center”. Qualche premessa prima di entrare nel merito. In primis, non che la mia opinione conti più o meno di quella di qualsiasi altro residente aulettese, ma ci tengo a precisare che quanto sto per dire non può essere considerato come una scelta di campo; non è, in altri termini, una dichiarazione anticipata di voto e di sostegno all’una o all’altra lista. Preciso, anzi, che la decisione di non posticipare la discussione di questo tema al dopo elezioni si è resa impellente per la sua urgenza, per il rischio che la scelta possa farsi intanto irreversibile.
Purtroppo, confesso che ho appreso, con enorme rammarico, solo da poco, il contenuto effettivo dell’intervento in cantiere. E non posso che fare mea culpa per non essermi attivato sino ad ora sia acquisendo informazioni sia contestando, come cittadino, l’idea sin dalla sua prima apparizione in consiglio comunale. C’è poi, forse, una parte di ragioni di questo mio silenzio che va ascritta ad un endemico problema che nessuna delle amministrazioni comunali che si sono avvicendate al Municipio ha mai provato seriamente a risolvere, ovvero quello della mancanza di un filo diretto con la popolazione che non sia facebook e qualche manciata di articoli che escono random su qualche quotidiano locale, oltre alla c.d. “trasparenza formale”. Mi limito, per adesso, a dire, ma senza toni polemici, che mi sarei aspettato un maggiore coinvolgimento della popolazione su un’opera così “impattante” sul tessuto urbanistico e sociale, oltre che estetico del nostro paese. Queste le premesse, almeno per quanto mi riguarda, ho dovuto fare varie ricerche per capire cos’è il “Civic center”, perché anche molti miei compaesani che ho interrogato in questi mesi al riguardo non mi hanno saputo dire esaustivamente di cosa si trattasse. Oggi continuo a non sapere bene cosa si celi dietro l’inglesismo “Civic Center”, ma in compenso so che il progetto nella sua interezza si chiama e ha ad oggetto “Lavori di adeguamento sismico e funzionale scuola primaria in via Largo Cappelli e costruzione plesso didattico e civic center in via Orto S.Giovanni del Comune di Auletta”.
Non è molto e certamente approfondirò nei giorni a venire, ma ho capito anche che sono in ballo un bel pò di soldi. Parliamo di un finanziamento di 5 milioni e 200.000 € destinati al nostro paese con Decreto del Ministero dell’Interno dell’aprile scorso, di cui una parte (146.744,90) già destinato alla fase di progettazione dell’opera aggiudicata lo scorso 29.11.2018 ad uno studio di architettura ed ingegneria che ha varie sedi in Europa e in Italia (studio “Settanta7”). Il mio disappunto, perché di questo si tratta, non è ovviamente rivolto a quella parte del progetto tesa all’ “adeguamento sismico della scuola primaria”, che peraltro si aggiunge, in ciò meritoriamente, agli interventi di adeguamento sismico relativi alla scuola media e al micronido, sui quali mi risulta ci siano già stati degli stanziamenti. Le mie perplessità, energiche per la verità, scaturiscono, dalla visione del progetto definitivo aggiudicato allo studio in parola e, nel complesso, all’intervento di nuova costruzione, con il nuovo plesso ed il Civic Center. A prescindere dal gusto estetico dell’opera, che, nella sua sfrontata e aspecifica contemporaneità, trovo “cattivo” (in linea, peraltro, con altri scempi di cui il territorio aulettese è sempre più disseminato), per la scarsa compatibilità dell’edificio del nuovo plesso scolastico con la restante parte del territorio comunale e provinciale (sembra piuttosto, nelle fredde linee, il disegno di un edificio pensato ed elaborato per un paese nordeuropeo), direi che, piuttosto, il suo difetto principale, evidenziato anche da molti altri cittadini con cui mi sono confrontato in questi mesi, è rappresentato da questa improvvisa e incomprensibile decisione di delocalizzare la vita scolastica dei nostri bambini (almeno così sembrerebbe da progetto per una parte delle scuole) ricacciandola, dopo che vi era finalmente ritornata ormai da circa un ventennio, dall’attuale ricostruita scuola primaria in un’area assolutamente periferica del centro abitato, lontana certamente dalla piazza, già ormai destituita del ruolo di catalizzatore della vita sociale, dagli esercizi commerciali e dal fulcro della vita aulettese.
Ciò senza peraltro considerare l’aspetto del sovradimensionamento dell’opera, che, ben apparecchiata per attirare capitali, non sembra, tuttavia, essere stata cucita sulle effettive esigenze di un paese di appena 2.300 anime che registra un calo vertiginoso degli iscritti presso le classi delle nostre scuole.
Da progetto si intravede, infatti, un’opera “faraonica” (vedere elaborati progettuali nella foto che qui di seguito allego!), con edifici ed aree adibiti a palestra, aula magna e civic center (?), ludoteca, spalti, spogliatoi, giardini, refettorio, laboratori. Come se di queste strutture, a parte qualcosa (che nulla impedirebbe di ricavare nella stessa area in cui attualmente si trovano la scuola primaria e quella secondaria), non ve ne fossero già abbastanza da riqualificare e ammodernare e con tutti i problemi di manutenzione, sia in termini di costo per le casse del Comune che di gestione dei servizi, che un’opera del genere comporterebbe.