Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Assemblea nazionale di Federcassa. La riforma delle BCC ora mira ad una Federazione.

redazione

de luca e gentile federcasseRoma – Assemblea nazionale di Federcassa presso il palazzo dei congressi all’EUR ieri per un confronto sul futuro del sistema del Credito Cooperativo in Italia. Presenti anche i vertici della BCC di Buonabitacolo. Una giornata importante dove è stato rimarcato il ruolo prioritario delle Banche di Credito Cooperativo nel sistema economico nazionale. Molto soddisfatto dei contenuti emersi dalle diverse relazioni il presidente della BCC di Buonabitacolo, l’avvocato Pasquale Gentile. “E’ questa la strada giusta per chiudere il percorso di riforma del credito cooperativo – ha riferito Gentile – finalmente sembra essere chiaro a tutti che essere banche del territorio riduce il rischio anche grazie al prezioso rapporto di qualità con i soci, di certo molto più solido e trasparente di altre banche che si traduce in un sistema virtuoso che mette al centro l’economia locale ed il supporto concreto ad imprese e famiglie” ha aggiunto Gentile. I lavoro condotti dal Presidente Dell’Erba alla presenza del sottosegretario all’economia, hanno registrato la relazione introduttiva di Dell’Erba che ha evidenziato come la crisi non sia ancora passata e che il processo integrativo della Unione Europea, tuttora in corso, e vede finalmente la politica non subire passivamente le regole europee. Dell’erba ha quindi ringraziato il ministro Padoan per la netta presa di posizione sui NPL. Nel lungo dibattito è stata rimarcata la particolarità delle BCC  nell’adottare i principi della mutualità e soprattutto il radicamento territoriale con realtà dove il sistema del credito è rappresentato solo ed esclusivamente dalle banche del credito cooperativo in centinaia di comuni italiani. Altro punto nodale affr5ontato in assemblea è la solidità delle BCC evidenziando che la rete di protezione del Credito Cooperativo ha evitato la liquidazione di circa 30 BCC. Insomma, il credito cooperativo riconosce la necessità politica ed economica della Unione Europea, ma auspica che la stabilità voluta dalla Unione, non sia il fine ma il mezzo e che in tal senso la diversità del settore bancario sia imprescindibile, fattore questo che rende il mercato anche più stabile. Ribadito il concetto che è ora che si cambi la logica che le regole siano uniche per tutte le banche, sistemiche e non. la dimostrazione concreta è nella forza e nell’attivismo del mondo delle BCC che infatti, a valle della riforma, ha fatto sì che ad oggi ci possano essere ben due gruppi di livello nazionale, comunque riconducibili al Credito Cooperativo. Anche le parole del sottosegretario all’economia Baretta hanno rimarcato la necessità di un pluralismo di soggetti economici; c’è quindi molta attenzione al mondo della cooperazione economica che è stato capace di gestire al meglio la crisi. Il presidente del parlamento europeo Tajani ha inviato un intervento video scusandosi della sua assenza. Lo stesso Tajani ha auspicato  che il credito cooperativo non perda la sua natura di banca del territorio. Un modello ben saldo che però, a quanto pare, a valle della riforma deve mirare ala costituzione di una Federazione per mantenere salda l’unione all’interno del sistema delle cooperazione. Sarà forse questo il nuovo obiettivo del Credito cooperativo: la creazione di una Federazione. “Questo lo vedremo – ha concluso il presidente della BCC di Buonabitacolo, Gentile – intanto continuiamo il percorso intrapreso sui due gruppi: Iccrea e Federcasse. Nel mentre si inizia a percepire nell’aria che la scelta di autonomia fatta dalla nostra BCC può rappresentare un modello replicabile a livello nazionale per tutte quelle BCC solide, che non vogliono rinunciare alla loro autonomia e sono certo nelle condizioni di poter offrire qualità e servizi ai territori in cui operano. Occorre aspettare, ma la strada è quella giusta” ha concluso Gentile.

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