Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Anoressica una ragazza su 250

redazione

I Dca (disturbi del comportamento alimentare) sono patologie in continuo aumento, legate al benessere e alla occidentalizzazione. Una ragazza su 250 soffre di anoressia ed 1/3 su 100 soffre di bulimia. Riguardano le ragazze nella fascia di età 15-25 anni ma sono in aumento anche nei ragazzi (è maschio uno su 10 anoressici) e nelle donne oltre i 50 anni. Sono una malattia psichiatrica con importanti conseguenze organiche; la malattia psichiatrica con la maggior mortalità e la prima causa di morte per malattia (dopo gli incidenti) nella fascia di età 15-25 anni. A soffrirne sono soprattutto le donne, ma gli uomini interessati sono in netto aumento (10 per cento dei malati). L’età più a rischio è quella che va dai 15 ai 25 anni, ma sono in aumento anche i casi che interessano la popolazione adulta. Se ne è parlato durante i primi incontri organizzati da SpazioCima, a Roma, in merito alla settimana “Io Sottraggo”, progetto artistico e di sensibilizzazione di Roberta Cima sui disturbi del comportamento alimentare, con la partecipazione dell’artista Giovanna Lacedra. In programma anche testimonianze di medici, psichiatri e specialisti che sono stati spettatori di personalità conflittuali e difficili, e che hanno contribuito alla sconfitta della malattia. Perdita di peso per una qualche causa, e soprattutto l’essersi messe a dieta sono gli antecedenti più immediati della malattia. Le persone coinvolte, oltre al dimagrimento, possono riportare anche la perdita dei capelli e, con il tempo, dei denti. Sono frequenti anche disfunzioni cardiovascolari e renali; nelle donne molto spesso provoca il blocco del ciclo mestruale, sino all’infertilità. “Tra le complicanze endocrine – spiega Silvia della Casa, responsabile dell’ambulatorio di “Endocrinologia dell’alimentazione” del Policlinico Gemelli, Roma – c’è la amenorrea (che spesso ma non sempre, regredisce con il recupero del peso), l’osteoporosi (che frequentemente lascia conseguenze irreversibili) e la riduzione della funzionalità tiroidea. Tutti gli organi soffrono ma il danno cardiaco è il più preoccupante potendo portare la paziente a morte”. “Una delle metafore che uso spesso per far comprendere alle persone che seguo cosa sta accadendo – spiega Marta Scoppetta, medico psichiatra e psicoterapeuta junghiana Aipa – è quella del bastone. Propongo loro di guardare il sintomo alimentare come una sorta di bastone che la persona incapace di andare avanti con le proprie gambe lungo la propria strada, ha utilizzato per appoggiarsi. La restrizione alimentare, la concentrazione sulla dieta, insieme a tutto l’insieme di sintomi psichici che caratterizzano queste sintomatologie, costituiscono una sorta di stampella a cui ci si appoggia”.