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Ankara ha annunciato il rimpatrio dei jihadisti dell’Isis, espulsioni da lunedì

redazione

La Turchia inizierà lunedì a espellere verso i Paesi d’origine i foreign fighters dell’Isis catturati. Lo ha annunciato il ministro degli Interni turco, Suleiman Soylu, in dichiarazioni riportate dall’agenzia ufficiale Anadolu. . “Vi diciamo che ve li restituiremo”, ha detto il ministro. E ha aggiunto: “Cominceremo a partire da lunedì”. La Turchia ha minacciato il rimpatrio anche per i jihadisti ai quali i Paesi d’origine hanno revocato la cittadinanza. Con un messaggio rivolto in particolare ai Paesi europei, il ministro era già intervenuto anche la scorsa settimana sottolineando come la Turchia non sia “un albergo per jihadisti dell’Isis di nessun Paese”.  Intanto, sul fronte militare, Ankara ha avviato un’operazione contro i ribelli curdi nel sudest del Paese. Come riporta l’agenzia ufficiale Anadolu, il ministero degli Interni di Ankara ha dato notizia dell’avvio di una “vasta operazione antiterrorismo”. Teatro dell’operazione sono le zone a maggioranza curda di Diyarbakir, Mus e Bingol. L’obiettivo dichiarato è “neutralizzare” gli elementi dei “gruppi separatisti terroristici”, con un chiaro riferimento ai militanti curdi del Pkk, considerato “organizzazione terroristica” dal governo di Ankara. Per l’operazione – nome in codice ‘Kiran-5’ – sono stati mobilitati più di 2.600 unità delle forze di sicurezza. Intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha comunicato che l’operazione ‘Fonte di pace’ nel nordest della Siria continuerà fino a quando tutti i gruppi terroristici saranno mandati via dalla zona. ”Abbiamo un confine di 911 chilometri con la Siria. Né la Russia, né gli Stati Uniti o l’Iran ha un confine qui. Useremo i nostri diritti in base all’Accordo di Adana fino a quando questa zona sarà liberata dai gruppi terroristici”, ha detto parlando ai giornalisti di ritorno dall’Ungheria.