Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ancora altissima la tensione a Teheran

redazione

Ancora altissima la tensione a Teheran dopo le manifestazioni nelle quali si chiedono le dimissioni dei responsabili dell’abbattimento dell’aereo delle linee ucraine. Immagini di violenza girano sui social. “Il consigliere per la sicurezza nazionale ha suggerito oggi che le sanzioni e le proteste hanno ‘soffocato’ l’Iran, costringendoli a negoziare. In realtà, non me ne potrebbe importare di meno se negoziano. Dipenderà totalmente da loro, ma niente armi nucleari e ‘non uccidete i vostri manifestanti’ “, ha scritto su Twitter, anche in farsi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’uso della lingua farsi nei tweet di Donald Trump ha irritato il governo iraniano. “Disonora la l’antica lingua persiana con le sue minacce”, ha affermato su Twitter il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi. In campo era sceso anche Abbas Salehi, ministro della Cultura: “la lingua farsi è un simbolo della cultura iraniana”, ha scritto, sottolineando che “fino a ieri” proprio dal presidente americano erano giunte “minacce ripetute ai siti culturali dell’Iran”. Nuove proteste antigovernative si sono svolte oggi per il terzo giorno consecutivo in Iran, nonostante le rigide misure di sicurezza messe in atto dalle autorità, con il dispiegamento di forze antisommossa. Le manifestazioni sono iniziate proprio quando la repubblica islamica ha ammesso di aver abbattuto per errore il boeing ucraino, dopo averlo fermamente negato accusando i paesi stranieri di dire “grandi bugie”. A radunarsi per protestare sono stati gli studenti delle università Sharif e Alzahra di Teheran e quelli dell’università industriale di Isfahan. “Hanno ucciso le nostre elites, le hanno sostituite con i religiosi”, è stato uno degli slogan urlati dai dimostranti, facendo riferimento ai numerosi accademici rimasti uccisi nel disastro aereo. Diverse persone sono rimaste ferite nelle cariche della polizia contro i manifestanti nella tarda serata di ieri a Teheran. Lo riferisce Al Arabiya, in un reportage sulla dura repressione delle proteste contro il regime degli ayatollah scatenate dalle menzogne sull’abbattimento dell’aereo di linea ucraino che ha causato la morte di 176 persone. Video condivisi sui social mostrano manifestanti che si radunano in diverse città dell’Iran e scandiscono slogan contro il governo. Uno dei video mostrava anche una donna ferita che sarebbe stata colpita dalle forze di sicurezza, secondo l’attivista iraniana Masih Alinejad, che ha postato il filmato su Twitter.