Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ancora 14 giorni di carcere per i due Marò detenuti illegalmente in India. E’ ora che noi italiani boicottiamo l’India.

di Lorenzo Peluso.

Il magistrato che istruisce il processo in Kerala contro i maro’ Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ha disposto oggi altri 14 giorni di custodia giudiziaria.
I due maro’, che sono in detenzione in una sezione speciale della prigione centrale di Trivandrum, capitale dello Stato del Kerala, sono stati presentati alle 11 (le 7,30 italiane) davanti al giudice A.K. Gopakumar che, come previsto, ha disposto altre due settimane di custodia giudiziaria. Il magistrato ha autorizzato la polizia ad interrogare i due militari davanti alle autorita’ competenti su quanto accadde sulla Enrica Lexie il giorno in cui furono uccisi due pescatori indiani. Una situazione assurda che oramai ha superato il limite della decenza. La troppa disponibilità del nostro Paese nei confronti di una nazione con la quale si è sempre mostrata attenzione, evidentemente è stata scambiata, dagli stessi indiani, come debolezza. I fatti, tutti ancora da accertare, sono comunque avvenuti in acque internazionali. Già questo basterebbe per sconfessare l’operato di un Paese arretrato e profondamente "ignorante" delle norme che regolano la civile convivenza degli Stati. Occorre ricordare infatti che non solo non è assolutamente provata la versione resa dal governo indiano sull’accaduto ma che con lo stratagemma ingannevole di far entrare in porto la petroliera con la richiesta di collaborazione ai due militari sono stati poi posti in arresto. Un comportamento arrogante e stupido che il nostro Paese non merita. E’ ora dunque che il governo italiano mostri i muscoli nel vero senso della parola. I due nostri militari debbono essere restituiti con immediatezza alle loro famiglie. Il processo su quanto accaduto, che pur ci deve essere, deve avvenire in Italia, così come prescrivono le regole del diritto internazionale che tutti i Paesi applicano. Lo ha fatto l’Italia con i piloti statunitensi che il 3 febbraio 1998 causarono la strage del Cermis con la morte di 20 persone ad opera di un aereo statunitense che volando a bassa quota tranciò il cavo di una funivia. Lo ha fatto persino l’Afghanistan dove lo scorso 9 marzo un marine "impazzito" ha fatto strage sparando tra i civili ed uccidendo 16 persone. Lo stesso marine sarà processato negli Stati Uniti. E’ ora quindi, che l’Unione Europea, la NATO ed il governo italiano si facciano valere sull’idiozia di un Paese che per i suoi atteggiamenti non merita di avere un ruolo sulla piattaforma internazionale della democrazia. E’ necessario un atto congiunto dei Paesi occidentali perchè ciò che stà accadendo ai nostri marò crea un precedente pericoloso che potrà ritorcersi violentemente contro Paesi impegnati in missioni "ad alta tensione" in medioriente, nella penisola arabica, nell’Africa sub saharaiana. Non è un capriccio, il nostro. E’ l’affermazione di un principio sacrosanto di convivenza civile tra i popoli. Un principio che un Paese di grande ispirazione pacifista, qual’è l’India, sta calpestando. Un segnale forte lo possiamo dare anche noi cittadini. Da adesso e fino a che l’India non ritornerà ad essere un Paese civile e rispettoso delle regole internazionali boicottiamo tutti i prodotti che da li provengono. Dalle autovetture agli elettromestici alle calzature. Non acquistiamo prodotti made in India.