Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Anche le BCC, un banale tassello del sistema bancario nazionale. Che peccato però.

di Lorenzo Peluso.

Non lo nascondo, mi ha sorpreso e non poco, la notizia che prossimamente a Padula, lungo Via Nazionale, aprirà un nuovo sportello della BCC Monte Pruno. Mi ha sorpreso perché, ho ricordato a me stesso, che Padula, certo è una bella realtà del Vallo di Diano, ma comunque non credo possegga i numeri per sopportare una terza banca in loco. Ebbene si, perché in definitiva, quando si parla di banche, si parla di numeri. Il banco di Napoli, in centro cittadino, e da oltre 20 anni l’agenzia della BCC di Buonabitacolo, lungo Via Nazionale. Insomma, per poco più di 5mila abitanti, credo, che potessero bastare. In realtà, questa la verità, quel che mi ha meravigliato, è la scelta della BCC Monte Pruno di “rompere”, lasciatemi passare il termine, quell’equilibrio territoriale che la mutualità della grande famiglia delle BCC, tutte consorelle, pretende, almeno sulla carta. Mi sarò sbagliato. Avrò capito male. Ma ero certo che il rispetto tra consorelle fosse alla base dei principi ispiratori del mondo del Credito Cooperativo. In realtà, appartenendo tutte alla stessa grande famiglia, l’obiettivo comune doveva essere quello, si, di interessare tutti i territori, ma con l’accortezza di creare ambiti ben definiti in modo da non creare inutili sovrapposizioni. Ma evidentemente, con la riforma del sistema del Credito Cooperativo in atto, si supera di botto tutto il passato, ci si proietta nel futuro dove evidentemente quel che conta è solo il businnes. Nessun valore umano, nessuna forma di rispetto, nessuna mutualità, nessuna grande famiglia. “Ognuno per se e Dio per tutti”. Si prospetta allora un futuro molto diverso dal glorioso passato della famiglia del Credito Cooperativo. Aggregazioni forzate, assorbimenti imposti; aggressioni territoriali. Insomma nulla di diverso da quello che da anni siamo abituati a vedere, tutti i giorni, dalla realtà bancaria nazionale ed internazionale. Eppure, io stesso, ero convinto che le BCC, così come recita uno slogan molto utilizzato dalle stesse Banche di Credito Cooperativo: “fossero differenti”. Ma evidentemente non è così. Insomma è il futuro che irrompe nel presente. E’ l’anticipo di ciò che vedremo una volta terminato il percorso di riforma del Credito Cooperativo? Ho provato a chiedere, in verità, un commento ai vertici della BCC di Buonabitacolo che però non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Mi è stato risposto soltanto: “la notizia si commenta da sola”. Molto sinceramente è stata proprio questa risposta che mi ha fatto riflettere sulla circostanza che forse, davvero, la riforma del Credito Cooperativo voluta dal Governo Renzi, ha prodotto i suoi effetti. E’ riuscita in poco tempo a disgregare e distruggere quel grande valore tramandato per molti anni all’interno della famiglia delle BCC: il rispetto. Rimane un dato su tutti. La BCC di Buonabitacolo, prima banca ad operare nel Vallo di Diano, è notoriamente una banca virtuosa; opera da circa 40 anni e non è mai stata neppure sfiorata da alcuna crisi. nel tempo e fino ad oggi ha sempre dimostrato di aver operato in maniera sana e prudente dimostrando sempre di essere una banca solida, solidale ed  autonoma. Una gestione trasparente, sempre vicina e attenta alle esigenze delle famiglie e delle imprese. Ad oggi evidentemente, non avendo mai avuto necessità di aggregarsi con nessuno, fino ad adesso, è davvero giunta l’ora di cambiare. Lo impone con chiarezza il futuro imposto dalla politica che chiaramente è riuscita nell’intento di trasformare anche un valore assoluto per il Paese, quello che rappresentavano le BCC, in un banale tassello del sistema bancario nazionale. Che peccato però.