Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ambiente – Antiche faggete del Sud premiate dall’Unesco

redazione

boschi e foreste

Da sei secoli le faggete della Foresta Umbra, area protetta nel parco nazionale del Gargano, impreziosiscono il territorio pugliese creando una straordinaria biodiversità; oggi l’Unesco le ha riconosciute come patrimonio dell’Umanità, assieme alle altre foreste di faggi che popolano oltre 2mila ettari di boschi del parco nazionale d’Abruzzo, del Lazio e del Molise, del parco nazionale delle Foreste Casentinesi e del Pollino. Tutte le faggete premiate fanno parte di un patrimonio naturale dall’alto valore ecologico, storico e culturale: le piante sono tra le più vecchie d’Europa e, maestose, svettano fino a quasi 50 metri, apportando una fortissima biodiversità arborea; oltre all’albero chiaro del faggio, simbolo del parco nazionale del Gargano, vi crescono oltre 2mila specie vegetali, tra cui l’agrifoglio, il tasso, l’acero, la quercia e persino liane simili a quelle tropicali, oltre a essere popolata da numerose specie di uccelli. Inserita dalla prestigiosa rivista National Geographic tra i cinque boschi più belli al mondo, la foresta nel cuore del promontorio del Gargano è “umbra”, molto ombrosa, quasi cupa per la presenza di un fitto sottobosco e di folte piante; descritta e decantata da numerosi scrittori e poeti, oggi la foresta pugliese è stata riscoperta come meta turistica. Posta in alto su un promontorio proteso sul mare, da dove spuntano le bellissime isole Tremiti circondate dall’acqua più blu della Puglia, la visita alla foresta comincia da Lesina, a sud di Termoli. E’ una delle porte del parco nazionale del Gargano, caratterizzata da una costa punteggiata da trabocchi; il borgo si affaccia sull’omonima laguna ed è il principale centro per la pesca delle anguille. La lingua di sabbia che divide la laguna dal mare, lunga 22 chilometri, è ricoperta di verde mentre l’unica zona con spiagge attrezzate e con un centro residenziale ricco di servizi è la vicina Marina di Lesina. Proseguendo verso il Parco si arriva al lago di Varano, alimentato anch’esso dalle maree e dalle sorgenti di acqua dolce dei monti del Gargano. Circondata da terreni coltivati, la laguna di Varano è famosa per le cozze, considerate le migliori del Mediterraneo, e per le passeggiate in bicicletta che regala lungo la strada panoramica che corre sopra il lago fino a Cagnano Varano. Qui meritano una visita il museo del territorio, della cultura lagunare e della pesca, che sorge all’interno della ex pesa sulla costa, e la chiesa rupestre della grotta di san Michele. È una caverna di natura carsica dove, secondo la tradizione, l’arcangelo Michele si fermò prima di recarsi a Monte sant’Angelo per fissare la sua dimora, a sud del Gargano. Viaggiando verso l’interno si arriva a Carpino, che domina un colle panoramico circondato da uliveti: è infatti la città dell’olio e vanta un centro storico medievale molto suggestivo. Da qui si viaggia all’interno della Foresta Umbra, godendo della vista degli alti faggi e di numerosi percorsi segnalati fino a Monte sant’Angelo, il borgo più alto del promontorio, dove sorge il celebre santuario di san Michele, anch’esso patrimonio dell’Unesco.