Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Allarme Coronavirus, ma lo scorso anno 198 persone sono decedute per influenza.

di Lorenzo Peluso.

Tanto rumore e preoccupazione per nulla? Non proprio. Ma certo quel che non riusciamo a comprendere o magari fingiamo di non voler capire è che il Covid 19 rimane pur sempre un’influenza. Preoccupano i bollettini di “guerra” con la segnalazione di morti ogni giorno; i contagi le regioni coinvolte. In realtà di influenza stagionale, purtroppo si muore, sempre. Emblematici sono i numeri della stagione influenzale dello scorso anno. dati ufficiali, nel Ministero della Salute, pubblicati nell’agosto del 2019, mostrano come da ottobre 2018 ad aprile 2019 sono stati segnalati ai vari sistemi di sorveglianza dell’influenza 809 casi gravi provenienti da 19 regioni italiane di cui 8 in donne in stato di gravidanza. Una su quattro di queste persone (198 casi) purtroppo non ce l’ha fatta. Si tratta di casi di influenza in soggetti con diagnosi di gravi infezioni respiratorie acute e sindromi da distress respiratorio acuto,  ricoverati in terapia intensiva. Tre quarti di questi,  601 casi,  hanno richiesto intubazione in terapia intensiva. Va anche detto che i numeri mostrano come la maggior parte dei casi e dei decessi, oltre 8 su 10, hanno riguardato persone con più di 50 anni, con un’età media di 68 anni. Ci sono stati 163 casi in persone con meno di 50 anni che hanno richiesto un ricovero in terapia intensiva. Fra di loro 20 bambini con meno di 5 anni e 8 fra i 5 e i 14 anni. Chiarissimo poi il dato relativo alle persone con una salute già compromessa: l’84% dei casi gravi e l’89% dei deceduti aveva almeno una condizione di rischio preesistente come diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, obesità). E soprattutto l’80% dei casi gravi non era vaccinato. Lo scorso anno la Lombardia è stata la regione in assoluto più colpita, con 138 casi gravi, anche se la proporzione con i decessi è fra le più basse d’Italia. Le regioni con la percentuale maggiore di esiti fatali sono il Friuli Venezia Giulia (10 casi gravi tutti deceduti), l’Emilia Romagna (tre quarti dei casi gravi deceduti nel corso della stagione) e la Calabria (oltre la metà di casi deceduti). Particolarmente positivo il caso della Puglia, con appena 5 decessi a fronte di 46 casi gravi di influenza. Gli esiti peggiori hanno riguardato prevalentemente persone anziane e con una salute già parzialmente compromessa, in generale l’influenza ha colpito maggiormente le età pediatriche, in linea con quanto registrato negli ultimi anni. Lo scorso anno infine sono stati stimati 4.780.000 casi di sindrome influenzale in tutto il Paese, con l’epidemia influenzale che ha mostrato un picco tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Ecco dunque cosa è accaduto lo scorso anno. Varrebbe la pena davvero essere prudenti sull’atteggiamento che è stato assunto dalle autorità, innanzitutto e poi anche dai media, che è assolutamente chiaro, hanno inciso pesantemente sulla psicosi che si è creata soprattutto in Italia con gravissimi danni al nostro sistema economico. E’ vero che occorre stare sul pezzo, è anche vero che altri Paesi, altrettanto colpiti dall’influenza da Civid19 stanno trattando la questione con molta più tranquillità.