Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Alla ricerca del nemico e l’Amletico interrogativo dei sanzesi

di Lorenzo Peluso.

Sanza (SA) – Una chiacchierata domenicale con un gruppo di amici, ha fatto emergere il pensiero comune che spesso vi sono alcuni soggetti che per meglio interpretare un ruolo, anche in politica, hanno bisogno che vi sia il cosiddetto “nemico”. In assenza del presunto “nemico”, questo il pensiero comune, viene meno quel mordente necessario a creare quello spirito di corporativismo che spinge poi le masse a schierarsi pro o contro. Questa la sintesi di un ragionamento più articolato sviluppato in un’apatica domenica mattina in attesa di un qualche rigurgito nostalgico di tempi andati. In realtà, effettivamente, mancando poche settimane alla scadenza elettorale, in una comunità come Sanza, dove da sempre lo scontro, più che il confronto tra fazioni avverse, da sempre ha rappresentato un momento di notevole coinvolgimento sociale, in virtù di un’apparente oblio silente, l’interrogativo su cosa stia accadendo è fin troppo naturale. Al confronto tra amici poi, ho voluto aggiungere una necessaria riflessione individuale sul concetto di “nemico”. Ho quindi trovato conforto nel saggio di Fabrizio Lertora: “Rappresentazione e decostruzione dell’immagine del nemico”. Lertora sostiene infatti che: il nemico, strettamente inteso , è una costruzione anche e  prevalentemente culturale, che, a partire da una condivisione di un “confine”, prefigura in un soggetto una minaccia reale, imminente e potenzialmente devastante verso i nostri oggetti d’amore, le nostre vite, i nostri valori, i nostri interessi. “Mors tua vita mea” è l’espressione forse più esplicita della visione dicotomica della realtà che gradualmente si impone, a partire da questa lente di osservazione, e che porta a restringere gli spazi di pensiero, di affetto, di azione: non c’è altro da fare che optare per l’eliminazione di una minaccia così grave e definitiva verso il nostro gruppo. Molto chiara la visione di Fabrizio Lertora. Tutto questo però non giustifica, se non in parte, il silente ed inoperoso “far nulla” di una società civile che viceversa, proprio perché la storia naturale pretende uno scatto d’orgoglio ed un’iniezione di energia, oggi più che mai dovrebbe mostrare un laborioso e machiavellico lavoro di costruzione di un progetto politico-amministrativo, nuovo, da sottoporre presto ai cittadini. Invece, nulla si muove, o così appare. Sullo sfondo, in verità, qualche ambizione di individualismo narcisistico si avverte; ma sono solo suggestioni. Lo sono perché di questi tempi, ciò che chiede il cittadino medio è certo la condivisione. Questo almeno è il retaggio che la comunità dovrebbe aver maturato con l’esperienza, se volete negativa, registratasi nei recenti eventi trascorsi. Allora la teoria del mio amico Giovanni De Mieri ha un senso: “nulla si muove perché si è alla ricerca del nemico. Se non vi è un nemico, non vi può essere neppure una battaglia da combattere”. Vien da chiedersi, per una volta, e se il nemico non c’è? Se per una volta nessuno si sentisse nemico di nessuno? Se per una volta piuttosto che un “nemico da abbattere” al centro dell’interesse generale vi fossero le sfide collettive da affrontare? Ecco, questo paradigma potrebbe far cambiare le carte in tavola, definitivamente. Cambierebbe il gioco, ma anche e soprattutto i giocatori. Ebbene si, perché non è facile convincere il famelico giocatore di “tressette” che lo “scopone scientifico” è molto più interessante. Lo stesso giocatore, quindi potrebbe anche rinunciare alla partita. Soprattutto il giocatore che basa la sua partita sempre sulla presenza del nemico, in assenza di quest’ultimo, non avrebbe più strumenti per affrontare la sfida. Dovrebbe quindi cambiare gioco, un gioco nuovo che poco conosce e per il quale non prova nessun interesse. Sta forse accadendo questo a Sanza dove a poche settimane dalla consultazione elettorale sembra manchino gioco e giocatori? Oppure il gioco è sempre lo stesso ed è talmente noioso che a questo punto la gente comune rinuncia alla partita? “Essere, o non essere, questo è il dilemma”; questo l’Amletico interrogativo di Shakespeariana memoria.