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Alessandra Locatelli nuova ministra della Famiglia

redazione

Un nuovo ministro per la famiglia. Una leghista della prima ora, vicesindaco di Como con delega alle politiche sociali, Alessandra Locatelli ha giurato al Quirinale ieri come nuova ministra della Famiglia del governo Conte. Dopo il trasloco in Ue di Lorenzo Fontana, la comasca, nata il 24 settembre del 1976, è volto noto alla Camera, dove è deputata per il Carroccio, eletta in questa legislatura nel collegio Lombardia 2. Considerata molto vicina a Salvini e al sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, è single, appassionata di montagna, ritenuta dai suoi compagni di partito tra le parlamentari più preparate. Nella sua città sin da ragazza ha attaccato volantini e manifesti della vecchia Lega sui muri, poi con la segreteria Salvini ha abbracciato la svolta, spiegando “che siamo sempre gli stessi”. Nel 2016 era tra i leghisti che hanno fatto un presidio permanente davanti all’ingresso del centro migranti di via Regina, per arrivare l’anno successivo a essere vicesindaca.  Impegnata nel sociale, ha una laurea in sociologia conseguita a Milano Bicocca ed esperienze di lavoro da educatrice. Nel suo profilo social si legge che è stata “direttrice di Comunità per disabili intellettivi gravi presso Anffas Onlus”. Su un altro suo profilo social si legge il suo motto ‘Santa polenta’, a sottolineare la sua provenienza nordista; ora a Roma l’attendono rigatoni alla amatriciana e carbonara.

La nuova ministra vanta una militanza di lunga data tra le fila del Carroccio. Nel suo pantheon anche il padre del federalismo, Gianfranco Miglio, che lei ha potuto conoscere ed ascoltare, quando giovanissima era nella federazione giovanile della Lega di Como. Una generazione di leghisti che fece in tempo ad ascoltare le lezioni del professore e che aveva come film simbolo ‘Braveheart’ di Mel Gibson, uscito nel ’95, dove lo scozzese William Wallace guida la ribellione contro gli inglesi. Chi la conosce la descrive come una donna che anche da dirigente non ha scordato il valore della militanza. “Se mette i tacchi alti alla Camera, poi in un attimo indossa le scarpe da ginnastica e si rituffa in piazza” dice un collega parlamentare. Come venerdì scorso, in prima fila per la festa leghista di Bulgaro Grasso. E non ha mancato un appuntamento a Pontida. “E’ una che si rimbocca sempre le maniche, testa bassa e lavorare”, dice un leghista lombardo.