Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Al via a Bruxelles il vertice straordinario sul bilancio pluriennale della Ue dal 2021 al 2027

redazione

Al via a Bruxelles il vertice straordinario convocato dal presidente Michel sulla controversa questione del budget comunitario. Un Consiglio europeo fiume che rischia di durare fino a sabato mattina, con i leader dei 27 che proveranno a portare a casa un accordo sul bilancio pluriennale della Ue dal 2021 al 2027, oltre mille miliardi di euro che serviranno a finanziare la politica agricola comune e le politica di coesione per le regioni piu’ povere, ma anche a sostenere i pilastri principali dell’agenda von der Leyen, dallo European Green Deal alla trasformazione Digitale dell’economia fino alla politica di Difesa europea. “Non funziona che il bilancio europeo resta di dimensioni molto modeste. Noi chiediamo a quella che chiamiamo Europa, non a tutti noi europei ma alle istituzioni, di dare un contributo fondamentale per politiche di investimento, agricole e altro. Stiamo parlando di un bilancio molto limitato se si vogliono avere grandi ambizioni. C’è stata una resistenza generalizzata di diversi Paesi. Se non ci saranno investimenti pubblici, non si andrà lontanissimo. Stiamo ridiscutendo le regole”. Così Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia. “Forse il vertice che inizia oggi non produrrà un discorso conclusivo. Io mi auguro di riuscire a costruire quel minimo di equilibrio per rivedere le regole e dare più spazio agli investimenti”, ha aggiunto. La trattativa parte dalla bozza del presidente del Consiglio Ue, che ha proposto un bilancio 2021-2027 pari al 1,074% del Pil. Fonti europee, alla vigilia, hanno fatto sapere che Michel, “e’ determinato a arrivare a un accordo nei prossimi giorni”, perche’ “senza un accordo, non ci sara’ piu’ base legale per spendere soldi su alcune delle nostre politiche centrali. Senza un accordo non ci sara’ programmazione, stiamo per perdere il 2021 e, se si va oltre, perderemo il 2022”, hanno aggiunto le fonti di Bruxelles. Ma l’intesa deve passare all’unanimita’ e le premesse della vigilia non sono buone.  Gli schieramenti in campo sono compositi: da una parte i cosiddetti ‘frugali, ovvero Olanda, Austria, Danimarca e Svezia, che puntano a ridurre il tetto del Bilancio fino all’1% e chiedono di tagliare su Agricoltura e Coesione aumentando i finanziamenti per Green Deal, Ricerca e Difesa. I quattro chiedono anche che vengano riconfermati i cosiddetti ‘rebates’, ovvero gli sconti di cui godeva Londra e che farebbe aumentare il loro contributo nazionale netto. I 5 Paesi che chiedono gli sconti sono Germania, Olanda, Austria, Danimarca e Svezia e una fonte Ue ha lasciato intendere che Michel e’ pronto a concederli. L’Italia, che ha gia’ definito ‘poco ambiziosa’ la bozza Michel, si schiera invece per preservare il livello attuale di fondi per l’Agricoltura e la Coesione e si oppone a preservare il “rebate” per i paesi piu’ ricchi. Secondo Roma, sul finanziamento delle nuove politiche, dal green deal al digitale servono maggiori risorse e l’Italia ha chiesto un bilancio piu’ ampio non aumentando i contributi nazionali, ma aprendo il paniere di risorse proprie della Ue che possano finanziare beni pubblici europei. Insieme all’Italia anche Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Malta, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria insistono per non tagliare su agricoltura e fondi di coesione. La Germania asseconda i ‘frugali’ per ridurre all’1% il tetto del bilancio e insiste per legare i fondi di coesione al rispetto dello Stato di diritto. Tema quest’ultimo respinto dai paesi di Visegrad.  La proposta di Michel e’ giudicata poco ambiziosa anche dalla maggioranza all’Europarlamento, che non e’ parte del negoziato in questa fase, ma che avra’ l’ultima parola al momento del voto dell’assemblea: L’Eurocamera minaccia di bocciare un bilancio molto al di sotto delle sue aspettative e lo stesso presidente, David Sassoli, ha ribadito oggi che la proposta di Michl non e’ ricevibile: “Al momento ci dividono 230 miliardi”, ha ripetuto Sassoli. Il vertice si aprira’ nel pomeriggio con la sessione plenaria e un primo scambio di vedute tra i leader sulla bozza Michel: lo scenario piu’ immaginabile e’ che capi stato e governo ribadiranno posizioni e divergenze. A quel punto sara’ compito di Michel convocare uno per uno i leader in una serie di bilaterali per provare a cercare una quadra entro il fine settimana.