Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Afghanistan – L’interesse iraniano nella jihad contro gli sciiti.

di Lorenzo Peluso.

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Herat – Il ruolo dell’Italia rimane fondamentale per il futuro dell’Afganistan. Sempre più strategica la base di Camp Arena, ad Herat, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) attualmente su base Brigata alpina Taurinense, sotto il comando del Generale di Brigata Massimo Biagini. Un ruolo di primo piano nel supporto alla popolazione; molto apprezzato, ora più che mai, il ruolo di mediatori che gli italiani svolgono molto meglio di altri contingenti militari occidentali presenti nel paese afghano. Nelle scorse settimane infatti, proprio a Camp Arena si sono tenute alcune Shure, una sorta di meeting, tra i rappresentanti dei villaggi e delle municipalità della provincia di Herat con i delegati del Ministero della Difesa afgano e del Comando di Resolute Support di Kabul. L’obiettivo strategico del comando italiano è analizzare nel dettaglio le condizioni di sicurezza nella regione. Non è da escludere infatti un potenziamento delle capacità del  207° Corpo d’Armata dell’Afghan National Army di stanza nella regione di Herat, al quale è stato affidato ormai dal 2014 il controllo del territorio. L’inasprimento dello scontro tra i ribelli talebani e le forze governative, infatti, preoccupano e non poco i vertici della missione di Resolute Support. I militari italiani hanno analizzato nel dettaglio la situazione specifica di ogni distretto, evidenziando la presenza di fazioni criminali e di cellule terroristiche, alle quali al momento, si contrappongono sul campo le forze di sicurezza afgane impegnate nelle operazioni di stabilizzazione. Il lavoro dei militari italiani, prevalentemente di assistenza e formazione alle forze militari afghane, prosegue senza sosta. Gli specialisti italiani sono attualmente impegnati in una serie di corsi finalizzati alla lotta agli ordigni esplosivi improvvisati, affidati alla cellula  Counter- Improvised Explosive Device (C-IED) in favore di personale proveniente da tutte le forze di sicurezza afgane (ANDSF), da operatori delle forze speciali locali e membri del laboratorio forense di Herat, competente nell’estrazione di prove legali dagli IED. Si lavora perlopiù nella formazione degli istruttori afgani che andranno poi, a loro volta, a formare gli operatori base di Counter-IED e dal quale saranno selezionati i team impiegati presso i reparti delle forze di sicurezza locali contro la grave minaccia degli ordigni improvvisati, una delle peggiori minacce per le forze di sicurezza e per la popolazione locale. Un compito importante affidato al personale specializzato dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri. Rimane altissima dunque l’attenzione e la preoccupazione per un cambio di strategia da parte dei ribelli talebani che stanno provando a riprendere il controllo della situazione anche nella regione di Herat. massima allerta dopo il nuovo attentato compito lo scorso primo agosto ad Herat, dove una bomba è esplosa nella moschea Jawadia a Dehr Hebad, causando almeno 29 morti e 63 feriti. Preoccupazione soprattutto perché ora, nel mirino dei terroristi, è finito un luogo religioso sciita. L’ennesima dimostrazione che lo scontro tra le fazioni islamiste, in Afghanistan, si sta estendendo alle componenti talebane a quelle di matrice jihadisti del Daesh (Isis) ora in fuga da Iraq e Siria. All’orizzonte, un nuovo interesse iraniano alla questione afghana nella jihad contro gli sciiti, dove potrebbero rimanere impantanati gli Stati Uniti e le forze Nato.