Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Afghanistan, la presenza italiana è fondamentale. Parola del generale Allen

redazione

Kabul – “La qualità e la solidità che portano gli italiani nelle missioni internazionali è davvero fondamentale. Credetemi, per gli americani è un orgoglio stare al fianco degli italiani in regioni difficili come il Libano, l’Iraq e l’Afghanistan”. Lo ha dichiarato in un’intervista a Formiche.net. il generale John Allen,presidente del prestigioso think tank americano Brookings Institution nonchè ex comandante della missione Nato in Afghanistan e già inviato speciale del presidente Barack Obama per la Coalizione Globale contro l’Isis. “L’Italia ha il diritto di scegliere il suo posizionamento nel mondo. Mi limito a dire che la presenza continua delle forze italiane, tedesche e degli altri alleati nella regione è vitale. Le forze Nato non stanno combattendo in Afghanistan, addestrano le truppe locali. Più ci impegniamo, più veloce sarà il percorso verso la stabilizzazione del Paese. Non dobbiamo rimanerci per sempre, ma quanto basta per garantire l’autosufficienza della polizia e dell’esercito afgano”. “A proposito della influenza russa in Occidente, il generale Allen ha spiegato – si legge in un comunicato di Formiche.net – come gran parte del successo dell’operazione di Mosca si deve alle campagne di influenza attraverso le cosiddette informazioni “micro-targeting” basate sull’Intelligenza Artificiale e volte a creare un pregiudizio negli elettori, coalizzare alcuni gruppi e installare una crisi di fiducia del popolo americano verso il suo governo”. Per questo – ha continuato il presidente di Brookings – il rinnovo delle sanzioni europee a Mosca è una buona notizia: “È giusto che nell’Europa del XXI secolo la Russia paghi per queste violazioni. Prolungare le sanzioni mantenendo alta la pressione su Mosca è una decisione non solo politica ma anche umanitaria e dice molto di chi siamo: una comunità di nazioni basata sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani”. Quanto al summit Nato che si terrà a Bruxelles l’11 e 12 luglio, Allen afferma: “Non c’è dubbio che il presidente Trump chiederà nuovamente agli alleati di spendere il 2% del Pil nel budget dell’organizzazione. Spero che ponga il tema con forza, ma al tempo stesso auguro che dal summit possa uscire un messaggio chiaro. La Nato e l’Europa non sono importanti per gli Stati Uniti, sono vitali”. La priorità – ha precisato – è intervenire sull’invecchiamento tecnologico: “l 20% di quel 2% viene speso per la modernizzazione dell’Alleanza. Abbiamo 5-6 tipologie di carri armati a disposizione e un numero infinito di armi da fanteria, ma se non investiamo nella modernizzazione la Nato non può operare come un’organizzazione pienamente integrata e interoperativa”. Il generale Allen ha infine espresso dubbi e speranze sul summit di Helsinki fra Donald Trump e Vladimir Putin: “Sono contento che si faccia l’incontro e spero possano emergere soluzioni utili non solo per i due Paesi ma anche per il resto del mondo, purché un eventuale accordo non si faccia a spese degli Alleati. Ho sempre pensato che sia meglio parlare con i propri nemici. Quando vengono isolati è molto più facile incappare in un errore di calcolo”.