Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Acqua: dalla Campania un sistema che rileva sostanze nocive nella rete idrica

di Francesco Pacchiano

In Italia una famiglia su tre dichiara di non fidarsi a bere l’acqua del rubinetto. Diffidenza fondata? Attualmente le procedure di controllo impiegate dai gestori delle reti idriche si basano su campagne di campionamento e analisi di laboratorio eseguite periodicamente in punti sparsi lungo l’acquedotto con costi non trascurabili. Inoltre la dinamicità del funzionamento di un acquedotto e l’impossibilità di accesso ad alcuni tratti non consentono un controllo continuo lungo tutta la rete. Un nuovo brevetto sviluppato dai ricercatori ENEA di Portici, in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II, e sperimentato nell’acquedotto “Santa Sofia” gestito da Acqua Campania Spa, offre un deciso passo in avanti nelle procedure di controllo. Questo nuovo sistema, infatti, è in grado di stimare nella rete idrica la concentrazione di sostanze nocive alla salute, consentendo una gestione tempestiva e meno costosa delle eventuali emergenze. I gestori del servizio idrico possono sia stimare in tempo reale che prevedere la concentrazione dei trialometani (sottoprodotti del cloro utilizzato contro i microrganismi patogeni) e rendere potabili le acque lungo l’intero percorso, fino all’utente finale. “A contatto con la sostanza organica normalmente presente nelle acque, il cloro tende a reagire, formando i sottoprodotti della disinfezione riconosciuti cancerogeni e tossici per la salute umana e per i quali le normative vigenti nazionali ed europee sulla qualità delle acque potabili, hanno fissato valori soglia di concentrazione” evidenzia Grazia Fattoruso, ricercatrice dell’ENEA di Portici, “Grazie a questa innovazione gli enti gestori possono identificare con esattezza i segmenti di rete interessati dalla variazione delle concentrazioni di trialometani, i tempi nei quali il fenomeno può rientrare, inviare squadre di operatori per campagne di misure straordinarie solo lungo i tratti di rete contaminati, interrompere il servizio per un tempo definito e limitato esclusivamente alla popolazione servita da quei tratti, ottimizzando così risorse operative ed economiche”. Il software consente di elaborare i dati di concentrazione dei trialometani tramite sensori fissi e mobili integrati con algoritmi di intelligenza computazionale e una piattaforma di simulazione del comportamento idraulico e della qualità delle acque. “Date le caratteristiche del brevetto riteniamo che possa rappresentare una nuova opportunità per gli enti gestori per effettuare monitoraggi continui e diffusi delle infrastrutture idriche a costi ridotti, ottimizzando il controllo e la gestione della qualità delle acque”, conclude Fattoruso. Controllo e gestione della qualità delle acque che rivestono una particolare importanza per un Paese come l’Italia che detiene il primato, tra i Paesi dell’Unione, per il maggiore prelievo annuo di acqua per uso potabile pro capite: 156 metri cubi per abitante. Un dato di consumo così elevato che se da un lato conferma ulteriormente l’importanza del controllo delle acque, dall’altro, anche in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, deve farci riflettere sull’eccessivo uso di un bene primario e essenziale per la vita di tutti, ma purtroppo esauribile e iniquamente distribuito.