Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

A Padula il ricordo dei 110 anni dall’omicidio di Joe Petrosino

redazione

Padula (SA) – “Per proditoria mano mafiosa, tacque la vita Joe Petrosino”. Sono queste le parole scritte sulla targa posta in memoria a piazza Marina, a Palermo, per ricordare il poliziotto italo-americano ucciso il 12 marzo del 1909, da quattro colpi di arma da fuoco. Domani, venerdì 15 marzo (ore 10, Padula), il festival Luci della Ribalta, organizzato dal Comune di Padula con il contributo della Regione Campania nell’ambito del Poc 2014-2020, si propone di ricordare, a 110 anni dall’omicidio, l’impegno di un uomo che spese la propria vita nel contrasto alla criminalità d’oltreoceano, a New York, arrivando a disturbare anche quelle lobby mafiose e massoniche che riunivano personaggi esterni della cosiddetta “Mano nera”. La legalità sarà infatti il tema centrale della tavola rotonda organizzata nella sala Sanseverino della Certosa. Dopo i saluti istituzionali di Paolo Imparato, sindaco di Padula, e diLiliana Ferzola, dirigente scolastico dell’Istituto Onnicomprensivo di Padula, seguirà l’introduzione di Francesco Cardiello, segretario generale del Comune di Padula e gli interventi di Iside Russo, presidente della Corte di Appello di Salerno, e di Luca Masini, procuratore della Repubblica di Salerno. A moderare l’incontro sarà Filomena Chiappardo, assessore alla Cultura del Comune di Padula. Nato a Padula il 30 agosto del 1860, Joe Petrosino emigrò con la famiglia a New York nel 1873 e crebbe nel sobborgo di Little Italy. Il motore della sua carriera fu Theodore Roosevelt, assessore alla polizia (e poi presidente degli Stati Uniti): grazie al suo appoggio nel 1895 Petrosino fu promosso sergente destinato alla conduzione d’indagini. Nel 1905, divenuto tenente, gli fu affidata l’organizzazione di una squadra di poliziotti italiani, l’Italian Branch (composta di cinque membri, tra cui il successore di Petrosino, Michael Fiaschetti, nativo di Morolo), chiamati a combattere la Mano Nera, una organizzazione a carattere mafioso, con ramificazioni in Sicilia. Proprio seguendo una pista che avrebbe dovuto portarlo ad infliggere, forse, un decisivo colpo alla Mano Nera, Petrosino giunse in Italia. La missione era segreta, ma a causa di una fuga di notizie tutti i dettagli furono pubblicati sul New York Herald. Petrosino partì comunque e alle 20.45 di venerdì 12 marzo 1909, fu raggiunto da quattro colpi di pistola mentre attendeva il tram al capolinea di piazza Marina a Palermo. Si ritiene che il responsabile della sua fine sia il boss Vito Cascio Ferro di Bisacquino, finito nel mirino di Petrosino sin da quando questi era a New York.