Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

A Napoli la Caporetto del Pd e del segretario nazionale.

di Lorenzo Peluso.

Perde Renzi. Soprattutto dove ci ha messo la faccia. A Napoli innanzitutto dove vanno al ballottaggio Luigi de Magistris e Gianni Lettieri. Il sindaco uscente De magisteri ha raccolto oltre il 42% delle preferenze e l’imprenditore Lettieri meno del 24% dei consensi. La tornata elettorale è amara per il Partito democratico che, con la candidata Valeria Valente non arriva al 22%. Il candidato del Movimento 5 Stelle, Matteo Brambilla, non arriva al 10%.
Il dato forte è quello dell’astensionismo che a Napoli città è pari quasi alla metà degli aventi diritto. Nel capoluogo campano ha votato il 54,14%. Un napoletano su due, dunque, ha deciso di disertare le urne.  Disinteresse, rassegnazione sul modello politico proposto nella capitale del sud soprattutto dal Pd sempre litigioso, sfaldato, inconsistente. E diciamolo pure, a Salerno, vince l’erede di De Luca, Enzo Napoli, solo perché il segno lasciato da De Luca è indelebile. Chi ha perso davvero le elezioni in Campania è il Pd. Un partito che non esiste come tale. Vince solo se si personalizza il voto nei leader come De Luca. La realtà è che la classe dirigente che guida il partito non ha nulla a che vedere con la gente comune. Distante, autoreferenziale, vuoto di contenuti. Incapace di ascoltare la base elettorale che si allontana e rende corposo il popolo del non voto. Ora si apra una riflessione seria. Si restituisca il partito agli elettori; si mandino via questi dirigenti scelti dalla segreteria nazionale e non dagli elettori. Questa una soluzione possibile per provare a ridare dignità alla politica progressista che in questi due anni e poco più ha dimostrato solo di essere al servizio di lobby ben conosciute e null’altro. Una debacle pre e post primarie per il Pd napoletano. La vicenda Antonio Bassolino, uscito sconfitto dalla competizione interna, ma che non ha lesinato critiche e attacchi alla sua compagna di partito. Una caporetto per il Pd e per il segretario nazionale del Partito democratico.