Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

A dicembre la presentazione dell’istanza per la costituzione dei gruppi bancari del credito cooperativo

redazione

La Banca d’Italia ha fissato come termine ultimo perentorio il mese di dicembre per la presentazione dell’istanza per la costituzione dei gruppi bancari del credito cooperativo. All’istanza dovranno essere allegati il patto di coesione, lo statuto, il piano industriale e il sistema garanzie incrociate. Il gruppo Iccrea, dopo aver condiviso attraverso gruppi di lavoro con le Bcc potenzialmente aderenti il percorso poi passato al vaglio del comitato guida, è a buon punto nella definizione degli aspetti essenziali del patto di coesione e delle garanzie incrociate, e di conseguenza anche dello statuto. I documenti dovrebbero andare all’esame del board questa settimana  per poi essere inviati alla Banca d’Italia – che in parte li ha già condivisi- e di pari passo alla Banca centrale europea per l’inizio dell’approfondimento formale. Negli aspetti essenziali del patto di coesione è racchiusa una vera e propria rivoluzione per il mondo del credito cooperativo. Sono identificati nel dettaglio i poteri di intervento della capogruppo sulle banche aderenti, con l’obiettivo principale di assicurarne una governance efficiente e una sana gestione. Sono numerose le banche potenzialmente aderenti ai due gruppi in fase di costituzione, Iccrea e Cassa centrale banca, che hanno problemi di gestione e di bilancio. Il patto di coesione prevede una gradualità progressiva di intervento, sia sulle nomine che sulla gestione delle crisi. Il documento stabilisce che in occasione delle nomine dei board delle singole banche, del resto come già previsto nella regolamentazione pubblicata da via Nazionale, queste debbano essere comunicate alla capogruppo. La holding può approvarle, oppure esprimere un parere motivato di diniego nei confronti di eventuali candidature che non rispettino e derminati requisiti. Questo percorso può spingersi fino alla revoca di un board, nel caso di una gestione non sana e un management che non si attenga alle indicazioni fornite dalla capogruppo per il risanamento. Anche il processo per la gestione delle crisi prevede vari livelli di intervento. La capogruppo può fornire un sostegno a livello patrimoniale, in presenza di un piano industriale condiviso e una serie di convenants (di vincoli su voci di bilancio, sia conto economico che sullo stato patrimoniale) da rispettare. In caso di una situazione più grave o di inefficacia dell’iniziativa, la capogruppo può incentivare o accelerare un processo di aggregazione. L’aspetto interessante della definizione del patto di coesione di Iccrea è che la sua impostazione e gli aspetti essenziali devono coincidere nella sostanza con il patto che elaborerà anche Cassa centrale banca. Questo per evitare che un gruppo ponga condizioni più stringenti per chi vi aderisce, mentre altrove ci siano vincoli meno cogenti. Se, come probabile, questa impostazione passerà l’esame della vigilanza per il sistema del credito cooperativo si tratta di un cambio culturale importante.