Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

“A casa”. Il peggio però deve ancora arrivare.

di Lorenzo Peluso

E’ finita, ma in realtà il peggio deve arrivare ancora. Al termine di una giornata di attesa, Matteo Salvini apre formalmente la crisi di governo. Nel pomeriggio il vicepremier è arrivato a Palazzo Chigi per oltre un’ora di confronto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Al termine, mentre Luigi Di Maio si diceva “tranquillo” e “al lavoro per il Paese”, il leader leghista ha comunicato quanto detto al premier. “Andiamo subito in Parlamento – le sue parole – per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav, e restituiamo velocemente la parola agli elettori”. Secondo Salvini, infatti, è “inutile andare avanti a colpi di no e di litigi, come nelle ultime settimane, gli italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di ‘Signor No’”. Al voto più rapidamente possibile, dunque, senza “rimpasti o governi tecnici”. La nota di Salvini mette così fine a due giorni di incertezza dopo la spaccatura della maggioranza sulle mozioni sulla Tav, ieri mattina in Senato. Che il leader leghista fosse arrivato alla decisione di staccare la spina all’esecutivo giallo-verde è apparso sempre più chiaro con il passare delle ore, ma dai cinque stelle era altrettanto chiara la volontà di non restare con il cerino in mano. “Dicano chiaramente cosa vogliono fare. Siano chiari”, era stata la sollecitazione arrivata dai pentastellati . Adesso il dado è tratto. Conte (che ieri compiva gli anni) in mattinata era salito al Quirinale per un colloquio, era stato spiegato, servito per fare “il punto della situazione”, senza parlare di una eventuale crisi né di dimissioni. Un incontro, era stato detto, “interlocutorio” perchè “sono tutti in attesa delle decisioni di Salvini. Senza di quelle non c’è nulla da fare, decidere, progettare, ipotizzare”. Ora che le decisioni sono state prese, il premier dovrà tornare da Mattarella per avviare il percorso della crisi. Il Parlamento in questo momento è già chiuso per la pausa estiva e dovrà essere riconvocato a domicilio. La procedura prevede, in questo caso, un preavviso ai parlamentari di 48 ore. Qui ora inizierà il peggio, intanto per capire su che base ci sarà la sfiducia a Conte, chi presneterà la mozione e chi la voterà. Poi saranno due mesi di campagna elettorale velenosa. Il dramma del Paese è però che ad ottobre va approvata la legge di bilancio, cosa impossibile con la tornata elettorale.