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Informazione - Diritto d’autore sul web,il presidente dell’Agcom: a breve il regolamento.


Il presidente dell’Autorità Garante per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, è determinato ad approvare in tempi rapidi la contestata delibera sul diritto d’autore in rete. Lo ha ribadito durante la sua audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, svoltasi ieri alla Camera dei Deputati.

Diversamente da quanto aveva affermato lo scorso 21 marzo durante un’audizione analoga al Senato, il Presidente dell’Agcom si è detto convinto che il consiglio dell’autorità potrebbe varare il regolamento sul copyright già il prossimo 19 aprile.“Visto che 4 commissari su 8 lo chiedono, il regolamento sarà posto all’odg del Consiglio e sarà adottato“, ha detto Calabrò. Ma non solo. “Visto che la richiesta viene da più di un terzo dei componenti del Consiglio, sono obbligato, al di là della mia propensione personale, a darvi seguito“, ha aggiunto. Nel corso dell’audizione Calabrò ha spiegato che “la strada che stiamo cercando di percorrere non prevede alcuna responsabilità preventiva dei fornitori di servizi“, gli Internet Service Provider, ma che a loro può essere chiesto di non supportare contenuti che violano il copyright. Inoltre, qualora l’ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali non venisse rispettato, l’Autorità potrà multarli da un minimo di 10.000 euro un massimo di 258.000 euro. Sul tema degli ISP il presidente dell’Agcom preme per l’utilizzo di una formula d’interventon della serie notice and action, ”avvisa e agisci” (formula più ampia rispetto al notice & take-down, che include l’inibizione dell’accesso ai siti). In questo modo verrebbe garantita una sorte di “logica del doppio binario”, ovvero “la promozione dell’offerta legale di contenuti digitali e un misurato enforcement del diritto d’autore“. Secondo Calabrò non è più tempo di esitare. Il presidente confessa di aver “auspicato che vedesse la luce un’iniziativa legislativa chiarificatrice e pacificatrice” da parte del Parlamento. “Dal fronte parlamentare non è però venuto nulla di organico“. Da qui la necessità di un intervento celere da parte dell’Agcom su un tema tanto delicato per il futuro della rete. Secondo Calabrò, gli organi più adatti a regolare la questione del diritto d’autore in rete sarebbero l’ONU o la Commissione europea, ma “nel frattempo, però, vanno applicate le leggi esistenti“. Tuttavia entrambi gli organi evocati dal presidente dell’Agcom, in presenza di proposte simili, si sono espressi più volte sulla necessità, nell’applicazione delle leggi a tutela della proprietà intellettuale, di contemperare i diritti di produttori, utenti e fruitori e sulla categorica inammissibilità che il diritto alla proprietà possa porre dei limiti al diritto della libertà di informazione e comunicazione. Calabrò ammette di tenere in gran considerazione i diritti dei consumatori, e per questo il provvedimento non si esimerà dal “coniugare efficacemente i diritti della persona e quelli patrimoniali“, e di riconoscere la valenza della rete, considerata “uno spettacolare motore di crescita sociale ed economica“. Tuttavia non si può non contrastare un approccio al tema “ancora figlio di un contesto analogico e che, per le eccessive rigidità, incentiva la pirateria“.Alle obiezioni sulla presunta illegittimità del potere di intervento amministrativo della sua autorità ha invece ribadito: “Lo facciamo perché riteniamo di avere un mandato dalla legge. E le leggi vanno applicate, non eluse“. E contro gli operatori intermediari come Google, Facebook, Twitter, Youtube, attacca: “l’industria dei contenuti che nel confronto impari con la pirateria deve fare i conti anche con la crescente forza degli operatori over the top, i quali si appropriano - più o meno legalmente, spesso in maniera parassita - degli sforzi economici sostenuti per la creazione di contenuti originali“. “Quello che ha portato a sospendere questo dibattito nel Congresso americano è stato, fondamentalmente, che tali misure drastiche toccavano anche Google: un potere economico e sociale di primordine che conduce un’azione di lobbying molto agguerrita e influente“. Un’audizione, quella del prediente dell’Agcom, che ha causato uno scompiglio fortissimo tra le forze politiche e che ha subito generato un’interpellanza urgente al governo da parte di 31 parlamentari per sapere quali siano le intenzioni dell’esecutivo, dato per scontato che il presidente Monti sia contrario al varo di un regolamento di siffatta specie.


Note: redazione.

Pubblicato il 14-04-2012, letto 227 volte

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