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Altro che austerity. Il Consiglio regionale della Campania spende per auto sostenersi ben 30milioni di euro in più della Lombardia.


Napoli - 126milioni di euro il costo del Consiglio regionale della Campania; un dato impressionante che si evince dal bilancio di previsione per il 2012.

Un dato assurdo considerando il periodo di grave recessione e crisi per le famiglie campane, Un dato che diviene persino paradossale se confrontato con il costo del Consiglio regionale lombardo, fissato nel Bilancio di previsione 2012 a 96,6 milioni di euro. Ben 30 milioni di euro in meno. Un costo che non trova giustificazioni plausibili se non nello spreco. Sempre paragonando la Campania alla Lombardia è utile evidenziare che i consiglieri regionali campani sono 60 a fronte dei colleghi lombardi che invece sono 80. Ben 20 in più in Lombardia eppure questo non basta a far calare la spesa nella nostra Regione. La vera voragine di spesa però si registra alla voce personale. Ben 71milioni di euro per la nostra Regione, praticamente il 45% del totale della spesa per il funzionamento della macchina amministrativa. Il paragone con la Lombardia è ancor più drammatico se si passa alla produttività dei nostri rappresentanti in Consiglio regionale. Nel corso del 2011 in Campania sono state approvate appena 22 Leggi; in Lombardia ben 26. Un paragone tutt’altro che banale se si considera che nello stesso Bilancio di previsione i compensi percepiti dai Consiglieri regionali campani superano i 12 milioni di euro tra indennità di caria, funzione e rimborsi spese. Insomma ogni parlamentare regionale percepisce, al lordo delle ritenute fiscali, in media oltre 16mila euro al mese. Come detto però la voce più gravosa è per il personale. Ben 71milioni di euro. Di questi almeno 21,5 milioni per i cosiddetti “comandati”, ossia personale non in organico ma che su richiesta di Consiglieri regionali o Settori dell’amministrazione, vengono trasferiti pro tempore a mansioni in Regione. Per la stragrande maggioranza di loro con incarichi nelle segreterie personali dei singoli Consiglieri regionali. Insomma altro che austerity e risparmi. Il costo della rappresentanza democratica risulta in tutti i casi troppo, davvero troppo, elevato. In un momento in cui la politica ha perso ogni credibilità, appare davvero un paradosso leggere queste cifre, soprattutto in considerazione delle condizioni economiche in cui vive la stragrande maggioranza dei cittadini che debbono fare i conti con una crisi economica senza precedenti e con il costante aumento dei prezzi di prodotti oramai di primaria importanza quali il carburante. Insomma la crisi c’è ed è palpabile, ma non per tutti, e certo non per la politica.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 13-02-2012, letto 390 volte

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