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Parere legale


ICI e IMU non dovute su aree e fabbricati con un’unica rendita.


L’articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo numero 504 del 1992 stabilisce che il presupposto dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) – poi successivamente inglobata nell’IMU – è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa.

Un’area edificabile accorpata al fabbricato non può essere assoggettata a imposizione autonomamente se i due immobili hanno un’unica rendita catastale. La rendita, infatti, costituisce l’unico parametro per determinare la base imponibile. Non è, quindi, soggetta al pagamento dell’Ici un’area edificabile accorpata ad un fabbricato destinato ad attività commerciale, anche se il titolare non abbia mai dichiarato al comune la sua natura pertinenziale. E non rileva che l’area accatastata nella stessa partita urbana del fabbricato potrebbe essere in qualsiasi momento scorporata e ceduta come bene distinto rispetto al fabbricato. Il contribuente accertato, in questo caso, non aveva alcun obbligo di presentare la dichiarazione “perché la declaratoria di pertinenzialità rileva per escludere l’assoggettamento all’ICI di un’area edificabile accatastata autonomamente, mentre in questo caso l’area è priva di autonomo accatastamento ed è compresa in una particella regolarmente accatastata e munita di rendita”. Questo è quanto sancito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza numero 10176 del 2014. Il primo comma dell’articolo 817 del codice civile definisce le pertinenze “le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa”. In passato la Suprema Corte ha precisato che per la pertinenza di un fabbricato non contano le risultanze catastali, ma la destinazione di fatto. Il terreno che costituisce pertinenza di un fabbricato non è soggetto a Ici e Imu come area edificabile, anche se iscritto autonomamente al catasto. Questo principio, inoltre, vale anche per la Tasi.


Note: di Vincenzo Delli Priscoli, dottore in Legge.

Pubblicato il 23-07-2014, letto 46 volte

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