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Parere legale


Per le notifiche degli atti tributari all’estero si applica l’articolo 142 del codice di procedura civile.


Le notificazioni degli atti tributari a un cittadino iscritto nell’Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) devono essere eseguite presso il domicilio estero, applicando le disposizioni previste dall’articolo 142 del codice di procedura civile che al primo comma stabilisce: “Se il destinatario non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato italiano, l’atto è notificato mediante spedizione per mezzo della posta con raccomandata e mediante consegna di altra copia al pubblico ministero che ne cura la trasmissione al Ministero degli affari esteri per la consegna alla persona alla quale è diretta”.

 


Dunque, le notifiche effettuate con la mera affissione e deposito presso la casa del comune di iscrizione anagrafica sono illegittime, pur se anteriori alla pronuncia della Corte Costituzionale numero 366/2007 con cui la Consulta rilevò l’illegittimità costituzionale di questa procedura. Questo è quanto ha deciso la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia con la sentenza numero 3046/30/2014. Il caso riguardava l’impugnazione di cartelle esattoriali che l’Amministrazione finanziaria sosteneva di aver notificato negli anni 1999 e 2001 nei confronti di un cittadino iscritto all’anagrafe degli italiani residenti all’estero presso il comune di Milano sin dal 1995. Il contribuente era venuto a conoscenza della pretesa esattoriale attraverso delle iscrizioni ipotecarie sui propri beni e per tale motivo ha agito in giudizio a distanza di diversi anni dalla presunta notifica, sostenendo di non aver mai ricevuto alcunché da parte dell’Amministrazione finanziaria. Quest’ultima, costituitasi in giudizio, ha documentato di aver effettuato la notifica mediante affissione e deposito degli atti presso la casa comunale di iscrizione anagrafica come previsto dall’articolo 60 del D.p.r. numero 600/1973, che al comma 1, lettera f), disponeva esplicitamente la non applicabilità al rito tributario dell’articolo 142 del codice di procedura civile. Questa procedura di notificazione è stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta, ma solamente con sentenza del 2007, ossia quando le notifiche erano già avvenute. I giudici tributari hanno comunque annullato le cartelle di pagamento, perché la notificazione doveva necessariamente eseguirsi ai sensi dell’articolo 142 del codice di procedura civile; infatti, gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale del 2007 travolgono l’efficacia della norma dichiarata incostituzionale sin dalla sua origine, con effetto dunque retroattivo. Né si può accogliere l’eccezione di tardività dei ricorsi proposti dal contribuente, perché nessun termine di decadenza può calcolarsi da una notificazione illegittima.

 


Note: di Vincenzo Delli Priscoli.

Pubblicato il 30-09-2014, letto 39 volte

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