News Economiche


home page > Parere legale

Parere legale


L’avviso di accertamento al de cuius deve essere rivolto agli eredi.


Con distinti ricorsi proposti in Commissione Tributaria Provinciale di Milano, una contribuente impugnava, in qualità di erede, 4 avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate per rettificare i redditi del proprio genitore, defunto prima della notifica degli atti.


Tutti gli avvisi erano stati notificati presso l’ultimo domicilio del de cuius, ma il fatto principale che aveva determinato l’impugnazione riguardava l’intestazione dell’accertamento stesso, rivolto esclusivamente nei confronti del defunto, anziché degli eredi. Anche la notificazione, con spedizione postale, recava quale destinatario esclusivo il de cuius. Il primo grado di giudizio si concludeva col rigetto dei ricorsi, riuniti in un unico procedimento. Decisione poi ribaltata in secondo grado dalla Commissione Tributaria Regionale di Milano, adita dalla contribuente con atto di appello. Secondo la commissione regionale, l’accertamento doveva essere notificato agli eredi, collettivamente e impersonalmente, pur se presso l’ultimo domicilio del de cuius. Infatti, in caso di decesso, nel caso in cui questo non sia stato comunicato agli eredi, l’ufficio può mantenere l’intestazione dell’atto al dante causa e notificarlo all’ultimo domicilio dello stesso. La notifica però deve essere effettuata agli eredi collettivamente e impersonalmente, mentre nel caso di specie gli avvisi risultavano chiaramente indirizzati al soggetto ormai defunto e non agli eredi, in violazione dell’art. 65, comma 4, del DPR n. 660/1973. Né vale affermare che la presentazione dell’istanza di accertamento con adesione e del successivo ricorso valgono a sanare la nullità per intervenuto raggiungimento dello scopo dell’atto, posto che il ricorrente ha eccepito, quale unico motivo di ricorso, proprio la sussistenza di tale nullità, mentre, d’altro canto, il rapporto che lega gli eredi all’ente impositore avrebbe meritato un atto a ciò precipuamente preposto, ciò che non è avvenuto nel caso di specie. Queste le motivazioni che si leggono nella sentenza n. 6743/28/2014 della Commissione Tributaria Regionale di Milano.


 


Note: di Vincenzo Delli Priscoli

Pubblicato il 15-04-2015, letto 108 volte

<< Precedente[ Archivio della sezione Parere legale ]


Altri contenuti della sezione Parere legale

TitoloData
• Sentenze - Cassazione: niente alimenti all'ex coniuge con nuova famiglia14-04-2015
• Nuovi paletti per l’amministrazione finanziaria nel rideterminare la percentuale di ricarico.09-04-2015
• L’estinzione del processo riduce i tempi di notifica della cartella esattoriale.01-04-2015
• Sono sempre nulli gli avvisi di accertamento che violano l’art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente23-03-2015
• Sentenze - Ammissibile l'appello proposto da un ufficio dell’Agenzia delle Entrate diverso da quello intervenuto in primo grado.17-03-2015
• Non è inammissibile il ricorso tributario privo di firma autenticata del difensore.09-03-2015
• È nullo l’accertamento che non riporta la norma violata.03-03-2015
• Reati tributari: spetta al giudice penale la valutazione circa la determinazione dell’imposta evasa.24-02-2015
• Ai tributi locali si applica la riscossione frazionata ex art. 68 del D.Lgs n. 546/1992.19-02-2015
• Stop al deposito della copia dell’appello in commissione tributaria provinciale.10-02-2015

Notizie