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Missione italiana in Afghanistan. Il colonnello Piccolo "siamo all'ultimo miglio".


Herat – Mancano solo cinque mesi, poi si ritorna a casa, definitivamente. Un’ultima e delicatissima fase di transizione per le forze del contingente italiano in Afghanistan. “Siamo all’ultimo miglio” afferma il Colonnello Nicola Piccolo, al comando delle forze di Manovra del 152° reggimento fanteria “Sassari” ad Herat.


Il colonnello Piccolo è di Salerno. Qui vive la sua famiglia; lui invece, con grande sacrificio, quando è in Patria, fa la spola tra Roma, Sassari e Salerno. Un ruolo di grande responsabilità per Piccolo, comandante del Transition Support Unit, operante nella parte centrale dell'area di competenza italiana nella zona ovest dell’Afghanistan. Garantire la piena operatività delle forze militari afghane addestrate a portare avanti il lungo lavoro fatto in questi anni dai militari italiani. “L’obiettivo ora è portare a compimento il processo di transizione del controllo del territorio e della sicurezza del popolo afghano, dalle forze NATO al governo ed alle forze militari afghane – afferma Piccolo - un lavoro rischioso che facciamo con orgoglio e sorriso sulle labbra. Siamo coscienti di aver fatto un grande lavoro in questi anni. Il sacrificio umano del popolo italiano qui in Afghanistan, dove lasciamo 53 vite di nostri valorosi militari, non è stato vano. Sangue versato che ha fatto germogliare il seme della pace in questo Paese che ora prova a guardare avanti con maggiore fiducia”. ma il lavoro da fare in questi cinque mesi è ancora tanto. Gli uomini del Colonnello Piccolo intanto sono impegnati nell’ultima delicatissima fase di messa in sicurezza delle strade afghane. Il pericolo sono gli esplosivi non convenzionali, nascosti sotto la sede stradale che fanno saltare i convogli in transito e provocano vittime, ogni giorno. Il “Culvert Denial System”, un sistema in dotazione del contingente italiano che i militari della task Force “genio” del 5° reggimento genio guastatori della Sassari stanno provvedendo ad istallare nei numerosi canali di drenaggio delle acque meteoriche lungo la Ring Road, la principale strada di collegamento tra ovest ed est dell’Afghanistan. “Questo è l’ultimo tassello di un lavoro sinergico che stiamo facendo per questo paese. Le forze di sicurezza afghane hanno seguito le fasi di progettazione dei culverts e svolto specifici corsi addestrativi per l’uso del sistema. Un sistema che servirà ad impedire il posizionamento dei micidiali ordigni esplosivi improvvisati all’interno di canali che vengono fatti saltare al passaggio di convogli militari e di obiettivi strategici. Spesso però, oltre ai militari, in queste esplosioni perdono la vita decine di innocenti. La speranza è che anche questo ultimo sforzo possa davvero servire a salvare vite e dare speranza”.



Note: di Lorenzo Peluso, inviato in Afghanistan.

Pubblicato il 17-07-2014, letto 456 volte

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