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Giustizia - Tribunale di Vallo della Lucania in crisi. Carenza di personale amministrativo e magistrati.


Vallo della Lucania – Con la chiusura del tribunale di Sala Consilina, lo scorso anno in applicazione della revisione della geografia giudiziaria, il tribunale di Vallo della Lucania resta l’unico tribunale nel territorio a sud di Salerno. Uno dei tre tribunali della Corte d’Appello di Salerno. Dallo scorso mese di marzo, data del trasferimento della presidente Elisabetta Garzo presso il Tribunale di Napoli nord, dove ha assunto la presidenza, il tribunale di Vallo della Lucania però attende la nomina del nuovo presidente. Nel frattempo il palazzo di giustizia è guidato dal facente funzioni, il giudice Angelo De Angelis.

Un circondario di circa 125mila abitanti, quello del tribunale vallese, ben 51 i comuni per competenza territoriale. Un’area complessa interessata da molteplici vicende giudiziarie riconducibili ad interessi malavitosi ed infiltrazioni camorristiche soprattutto lungo la costa cilentana che negli anni hanno sviluppato operazioni di abusivismo edilizio, ma non solo. Ad un anno esatto dall’entrata in vigore della revisione della geografia giudiziaria, a conti fatti, a Vallo della Lucania è cambiato poco o nulla. Al facente funzioni De Angelis, si affiancano otto giudici ordinari, un giudice della sezione lavoro e sei giudici onorari. Da pianta organica mancano all’appello almeno due magistrati. 9333 i procedimenti arretrati, almeno 540 con oltre dieci anni di pendenza. 6019 contenziosi civili in attesa di sentenza definitiva. Eppure non si può affermare che a Vallo della Lucania non si lavori. Il presidente Garzo, prima del suo trasferimento, aveva dato prova di grande efficienza e celerità nei processi. Emblematico il caso del processo per la morte del professor Franco Mastrogiovanni, dove la Garzo, in 36 udienze è arrivata ad emettere la sentenza di primo grado nei confronti dei diciotto imputati. dallo scorso mese di giugno è in funzione il processo civile telematico, ma non senza difficoltà. Tra computer vecchi, reti troppo lente, server inadeguati e formazione a rilento, nonostante l’impegno del personale, ancora si fa fatica ad entrare a regime. “I problemi seri però riguardano la mancanza di personale – afferma Massimo Marcheggiani (nella foto), dirigente amministrativo del palazzo di giustizia – ad oggi manca almeno il 30% del personale in organico. Tra questi la situazione più gravosa è quella dei funzionari giudiziari; ne manca oltre il 50%. Cancellieri, assistenti giudiziari, appena cinque persone che con grande abnegazione provano a portare avanti un lavoro impegnativo ed essenziale. Ma ne mancano almeno altri cinque e nonostante le richieste i solleciti, ad oggi nessuna risposta. La direzione delle cancellerie è fondamentale nell’avanzamento dei procedimenti e nello snellimento dei tempi che in questo subiscono elevati rallentamenti”. La situazione diventa oltremodo preoccupante se si considera che dal 2015 scatta anche il processo amministrativo telematico, così come stabilito dal Governo con decreto dello scorso giugno. “Tutti d’accordo sulla necessità di apportare risparmi per il sistema giustizia, ma il rischio ora è che i tribunali, già in grosse difficoltà organizzative, si troveranno impreparati a questa nuova scadenza – aggiunge Marcheggiani – a questo punto poco conta la grande abnegazione del personale che anche qui a Vallo della Lucania, ogni giorno, si sforza per superare le difficoltà. La questione del personale amministrativo è una priorità che il ministro Orlando deve affrontare se crede davvero di dare nuova vita al sistema giustizia in Italia” conclude Marcheggiani.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 22-10-2014, letto 143 volte

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