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La storia - Il coraggio di Nicola. A Sanza (SA) ritorna la capra Cilentana.


Sanza – Era scomparsa da circa vent’anni dai pianori alle falde della vetta più alta della Campania, il Monte Cervati, la Capra Cilentana molto diffusa nelle aree interne del Cilento ma pressoché inesistente nella piana del Vallo di Diano. Ora, grazie al paziente e laborioso lavoro di un giovane nuovo imprenditore agricolo, il 41enne Nicola D’Aguanno, centoventi splendidi esemplari della "Cilentana Nera”, una delle tre diverse varianti di razza dell’antichissima capra del Cilento, sono ritornate al pascolo nel bosco Centaurino.


Caratteristica fondamentale di questo magnifico animale infatti è proprio l’adattabilità alla montagna, diversamente dalla “Cilentana Fulva” e dalla “Grigia” che si trovano facilmente nelle colline interne del Cilento. “Il latte di capra è il più digeribile di tutti, molto più di quello vaccino – afferma con una vena d’orgoglio D’Aguanno (nella foto) – il suo colore bianco intenso, che rimane anche nei formaggi freschi, è una caratteristica straordinaria di altissima qualità grazie anche alla forte presenza della vitamina A che lo rendono un prodotto particolarissimo”. Nicola non è uno sprovveduto. Un diploma da agrotecnico ed una precedente esperienza con l’allevamento delle vacche da latte. “La capra è diversa; è diverso il modo di fare allevamento. Poi ora sono libero di andare per pascoli; prima con l’allevamento delle vacche ero costretto a stare ogni giorno rinchiuso nella stalla. Ho riscoperto il piacere della montagna e della solitudine – aggiunge Nicola – qui i pascoli non sono molto produttivi e di facile accesso. Occorre fare molti chilometri al giorno per scovare i pascoli migliori; però la qualità è assolutamente inarrivabile. Stranamente si pensa che le capre Cilentana Nera, prevalentemente allevata per il consumo di carne, sia poco adatta per la produzione dei formaggi. In realtà non è così. La nostra produzione di Cacioricotta Caprino del Salernitano è un vero prodotto tipico ottenuto con il solo latte della Cilentana e per il quale abbiamo conquistato una fetta di mercato importante. Ma non solo il Cacioricotta; con le nostre lavorazioni, e con un processo lungo ed impegnativo di stagionatura, abbiamo ottenuto un formaggio dal gusto delicato e poco marcato” conclude Nicola. Ritorno alla pastorizia dunque; sembra esser questa la ricetta proposta da questo nuovo pastore che ha trovato la sua realizzazione professionale mitigando la conoscenza con la tradizione. E’ questo il valore sconosciuto del Cilento che resiste.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 05-03-2014, letto 2203 volte

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